Stangata, liberalizzazioni e l’anno che verrà

Quest’anno Babbo  Natale porterà a tutti noi tanti bei regali. Da poco più di un mese dall’aver incassato la fiducia, il governo dei professoroni capeggiato da Mario Monti ha messo a punto una bella stangatina ‘coi fiocchi’. È la cosiddetta manovra “Salva-Italia” – ma ammazza italiani – che è stata da poco varata dalla Camera e lunedì sarà votata al Senato.

Molti esponenti della più vergognosa classe dirigente che dobbiamo sopportare sin dalla Prima Repubblica  – in primis, i Leghisti – sostengono che non ci volevano dei tecnici per fare una manovra “tutta tasse” e “niente sviluppo”. Ma perché allora non sono stati in grado di fare una manovra migliore nell’ultimo governo Berlusconi? Perchè si comportano come se fossero stati fino all’altro ieri all’opposizione?

Lo stesso Monti ha ammesso velatamente il carattere recessivo di una manovra imposta dalla gravità della crisi finanziaria del Paese che si innesta con quella non meno rosea europea. Ed anche la recessione ormai ci bussa alla porta, con il suo bel pacchetto doni, molto prima della Befana. Una previsione da far paura persino ai più ottimisti: crollo del PIL al -2%, 800.000 posti di lavoro in meno previsti nel 2000.

Introduzione dell’ICI-IMU, aumento delle accise, riforma delle pensioni, ulteriore aumento di due punti percentuale dell’IVA sono le principali misure ‘lacrime e sangue’ che graveranno sulle tasche ormai vuote dei cittadini italiani.

Ma l’uomo che è riuscito a spezzare il monopolio della Microsoft in Europa non poteva fare di più sul fronte delle liberalizzazione? Sarebbe una misura in grado di stimolare la crescita è l’opinione unanime dei più autorevoli economisti. La domanda che sorge spontanea è come fa Monti a spingere l’acceleratore sulle liberalizzazioni per dare ossigeno alla crescita?

La risposta è scontata. In un Paese così incancrenito e corporativistico come l’Italia il tema delle liberalizzazioni che già Bersani nel governo Prodi cercò di varare è l’emblema che la ‘difesa di una rendita frutta molto di più dell’apertura di un mercato’, per citare le parole dell’editoriale di Massimo Giannini di venerdì scorso su Repubblica.

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