Ognuno come gli va

L’Annunziata e Busi hanno perso un’altra bella occasione per stare zitti. L’aggressività, il livore che hanno dimostrato nei confronti della memoria di Lucio Dalla per il “mancato coming out” e per la polemica sui funerali religiosi “a un gay” lascia unanimemente attoniti, dai giornalisti di ogni orientamento all’opinione pubblica oltre a scatenare le critiche più accese del popolo del web.

Mentre Piazza Maggiore era gremita di gente per l’ultimo commiato, dagli studi di Rai 3, l’Annunziata si scagliava contro questo amatissimo artista la cui musica ha lasciato un segno indelebile nella nostre vite. Canzoni che hanno commosso generazioni di italiani per la loro dolcezza e la loro ironia ammiccante, sempre cariche di poesia e di umanità.

Il cantautore sarebbe stato colpevole di aver goduto dei benefici della sua vita privata senza aver pagato lo scotto di una posizione pubblica, senza cioè combattere una battaglia per i diritti civili degli omosessuali. In poche parole, la colpa di Dalla per questi “paladini della verità” sarebbe stata quella di essere discreto, liberale, non eccentrico e sopra le righe come i soliti stereotipi gay, di cui Busi costituisce una brutta copia con i suoi consueti anatemi contro il presunto conformismo.

Ciao Lucio, vola via come le rondini verso la tua nuova primavera. Rimarrai sempre nei nostri cuori.

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4 thoughts on “Ognuno come gli va

  1. Di fronte a un artista del calibro di Lucio Dalla, dovrebbero esserci soltanto parole di gratitudine. È triste, invece, vedere come certi personaggi pubblici colgano ogni occasione per sputare sentenze e sproloquiare, al solo scopo di mettersi in mostra e col risultato di rendersi ridicoli, nel goffo tentativo di conquistare quella celebrità che forse non riuscirebbero ad ottenere per meriti artistici o intellettuali.

  2. E’ proprio vero che di certi personaggi si possono facilmente confondere gli orifizi da cui vengono proferite le esternazioni. Busi e la Annunziata in questo caso non fanno eccezione, Dal primo forse me lo potevo pure aspettare, ma la seconda mi ha proprio spiazzata. Di Lucio oltre alla bellezza delle sue canzoni e dello spessore dell’artista, ho sempre ammirato il suo mantenere un basso profilo nel salvaguardare i propri fatti privati. Che poi diciamocela tutta, essere vip non significa necessariamente l’essere impossibilitati a muovere un passo e già lo sanno da qui fino all’altro capo dell’Emisfero. Lui se ne andava in giro tranquillamente, conversava con chiunque gli s’avvicinava ed era rispettoso degli spazi altrui. Se poi condividesse la sua quotidianità con una donna o un uomo, erano affari suoi, no? A me, anzi….a noi interessavano le sue canzoni, punto. Non ha mai fatto coming out? E chissenefrega, sicuramente non ne sentiva la necessità, come d’altronde non aveva mai fatto della sua esistenza un inno al machismo come altri personaggi che poi si sono spacciati per ‘coraggiosi’ ‘sfidando l’opinione pubblica con le loro confessioni e ‘tremando’ per la paura che ciò potesse compromettere la propria carriera. Mi ha schifata il modo finto pudico di certi che hanno considerato il compagno di Lucio un semplice collaboratore, quasi fosse un qualcosa da insabbiare velocemente con poche righe, e non è che l’atteggiamento della Chiesa sia stato da meno, considerando che i peggiori rappresentanti sono proprio loro. Ancor più schifo mi ha fatto stamattina questo elencare i beni immobili del cantautore stimandone il valore effettivo e sommando il tutto per quantificare il patrimonio che si dovrebbero spartire i 10 cugini se non si trova un testamento olografo. Tutto questo chiacchiericcio di chi dovrebbe invece dare il giusto peso a fatti molto più importanti, ha il potere di farmi imbelinare all’ennesima potenza. Riposa in pace caro Lucio, e non ascoltarli, chè non sanno quello che dicono….

    1. Concordo con quanto tu dici. Anche la Santa Madre Chiesa dovrebbe cercare di essere più “madre” nei confronti dei suoi fedeli e meno ipocrita. La stampa non è stata da meno, se guardi in giro i diversi epiteti utilizzati per alludere a Marco Alemmanno. Si va dall’esplicito “compagno di Lucio” usato da Il Fatto Quotidiano o “il compagno degli ultimi anni di vita” del Sole 24 Ore, al “corista” come lo definisce invece L’Avvenire, oltre all'”amico più intimo”, come lo nomina La Stampa ed Il Corriere della Sera. Sul testamento l’intenzione della famiglia pare sia quella di costituire una fondazione, ma in assenza di un testamento, le cose, presumo, si complicheranno non poco.

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