Le caramelle della Fornero

Oggi si profila la giornata decisiva di una riforma del lavoro che si farà, come recita il ministro Fornero, anche senza il consenso delle parti sociali.

La riforma prevede l’abolizione degli stage post lauream, misura ritenuta positiva in quanto agirebbe quale deterrente contro gli abusi da parte delle aziende, ma c’è chi sostiene, che in un Paese in crisi come il nostro e con una concezione così medievale e gerontocratica del lavoro, si rischia di impedire l’accesso al mondo di lavoro ad un’intera generazione di giovani.

Il lavoratore a termine costerà di più  alle aziende rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato, ma la differenza potrà essere recuperata  dall’impresa se il lavoratore precario viene assunto a tempo indeterminato. L’aumento dell’intervallo temporale tra un contratto a termine e l’altro sarà aumentato, anche in questo caso per limitarne gli abusi ormai diventati una pratica consueta.

Licenziare un dipendente diventerà ancora più facile, basterà una lettera con la possibilità per le imprese di mandare a casa fino a 4 dipendenti in 120 giorni, aggirando in parte l’ostacolo del licenziamento collettivo reso più difficile dalla riforma, che entrerà a regime nel 2007.

Per quanto riguarda il problema degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga), il governo sostiene che il problema principale della cassa integrazione è che privilegia la tutela del posto di lavoro rispetto alla tutela del lavoratore, tenendo spesso i  lavoratori attaccati a imprese ormai decotte destinate al fallimento. Senza tralasciare il fatto non trascurabile che questa misura non riguarda chi ha contratti atipici, quindi la stragrande maggioranza lavoratori precari.

La riforma prevede anche l’introduzione della famigerata ASPI, Assicurazione Sociale Per l’Impiego, che sostituirebbe le indennità di mobilità e di disoccupazione ordinaria. Per poter usufruire dell’ASPI, basterebbero due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane di lavoro negli ultimi due anni, indipendentemente dal tipo di contratto, precario o meno. Si tratta di un requisito più restrittivo di quello previsto per l’odierna mobilità.

Ma la domanda che sorge spontanea è chi pagherà la riforma del lavoro targata Fornero? La mazzata dell’ASPI ricadrà sulle imprese, in particolare su quelle più piccole, già gravemente tartassate, che dovranno sborsare almeno 400 euro all’anno per ogni dipendente. Altro che caramelle…

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16 thoughts on “Le caramelle della Fornero

  1. Lessico dal regime 2: ammodernamento e caramelle.
    Mentre Monti ci spiega di aver “ammodernato” il mondo del lavoro ed il Paese, leggasi aumento età pensionabile, mezze pensioni e licenziamenti facili, e si appresta a recarsi in Cina, forse a studiare la locale legislazione del lavoro per ammodernarci ancor di più e renderci competitivi e moderni come quel Paese nel quale si reca, il Ministro Fornero ci dice che il Governo tecnico non è venuto a distribuir caramelle; a questo ci avrebbero pensato i politici e non sarebbe servito il Governo tecnico.
    Premesso che a sessantetre annidi età, io e molti altri bambinetti di mia conoscenza, nonostante il duro lavoro onestamente svolto e i contributi pagati, di caramelle ne abbiamo viste veramente poche mentre, invece, di carbone, negli ultimi anni, ne abbiamo ricevuto veramente tanto, sia dai Governi recenti che dalla calzetta appesa sotto il caminetto dal Governo Monti, rifletto su una cosa: quindi è questa l’opinione che il Ministro Fornero ha dei politici che ancora siedono in Parlamento e che continuano a votare la fiducia al Governo Monti?
    L’istituzione del Parlamnto per lei sarebbe costtituita da distributori di caramelle?
    Rimango scandalizzato da tale esternazione e mi chiedo se devo vedere distrutti i diritti, e non le caramelle, ottenuti con decenni di lotte e di lavoro, da persone che abbiano tale considerazione delle persone che dovrebbero rappresentare noi e le nostre istituzioni.
    Né caramelle né carbone: solo diritti! Quelli che, a mio parere, il Gopverno Monti, con il voto di fiducia, sta mettendo in discussione; insieme alla democrazia.
    Sciopero ad oltranza: se non ora, quando?
    Portiamoci caramelle alle manifestazioni e seppelliamoli di caramelle! Ogni caramella un diritto tolto.
    Giuseppe Casagrande.

    1. Purtroppo la Fornero ha questo insopportabile piglio da “maestrina con la penna rossa” che se lo trascina ovunque, quindi anche in questo incarico istituzionale, in cui dovrebbe essere un po’ più sobria, visto che la situazione lo richiederebbe… Sciopero ad oltranza? A mio avviso, non c’è sciopero che tenga perché come dicono da queste parti ‘non ci sono più palanche’, non ci sono soldi, insomma. E qualcuno deve pur pagare…

  2. Chi pagnerà l’aspi? Semplice: alla fine, un’altra trattenuta in busta paga, come quella che serviva, con i nostri contributi, a pagare la cassa integrazione. Due trattenute per lo stesso scopo con due nomi diversi.

  3. Sinceramente mi sta venendo una gran voglia di lasciare questo “Paese”.
    Spero che questa riforma serva a qualcosa, anche se dubito, e temo che sarà invece davvero troppo pesante da sostenere per le piccole imprese e che avrà ricadute estremamente negative sui lavoratori. Comunque, in Italia, qualcuno le caramelle le avute, in passato. Conosco persone che sono andate in pensione a poco più di 30 anni…

    1. C’è chi dice che sia una delle poche alternativa che abbiamo. Ma dove? Avrei in mente qualche paese, ad ogni modo non penso nemmeno che sia facile… E questa riforma avrà ricadute negative persino sugli autonomi e finte partite IVA che io li faccio rientrare nel calderone dei precari, perché le imprese avranno meno soldi.
      E’ vero, Susy, tanti sono stati bastonati ma tanti hanno preso le caramelle perché c’era una classe politica corrotta che l’unico pensiero a cui teneva era replicare sé stessa concedendo favori alle clientele, senza pensare che i nodi prima o poi sarebbero arrivati al pettine.

  4. Infatti non è facile neppure partire, soprattutto se gli affetti sono tutti qui. Io pensavo a un paese tipo il Regno Unito, in cui tra l’altro la burocrazia è molto ridotta rispetto all’Italia.
    La classe politica era molto corrotta, è vero, ma anche quelli che hanno usufruito di questi “favori” mi fanno rabbia, perché oltre a non provare vergogna, non fanno altro che lamentarsi di quanto poco prendono… almeno stessero zitti!

    1. Sì qualche paese del nord, più meritocratico e meno corrotto, oppure il Canada… Vergogna? Figurati se pensano a chi viene dopo di loro, soprattutto a quello sterminato popolo di precari, autonomi, atipici che non riusciranno a sopravvivere alla pensione…

  5. La nostra pensione ce la siamo pagata; semmai nonvedo perché le pensioni di chi per quaranta anni paga contributi debbano essere penalizzate per mantenere la disoccupazione di chi si fa mantenere fino a quaranta anni dai genitori e poi la sera fa la movida; io a sessantatre anni ancora ho quattordici anni di mutuo da pagare per la casa pagatami coi miei soldi sudati e vedo tanti “poveri giovani” che, a venti anni, già hanno casa di proprietà pagatagli da mamma e papà; andate avivere dove volete ma imparate e vivere con le vostre forze, come ha fatto la mia generazione. E, se nonriuscite a trovare tutti un lavoro da Direttore che vi permetta di avere subito quello che la mia generazione ha avuto a sessanta anni e con fatica, andate pure all’estero: lì forse, veramente, distribuiscono caramelle. Noi non le abbiamo mai viste. anzi ci hanno tassato e tartassato ad ogni finanziaria. Oppure, come abbiamo fatto noi, scendete in piazza e rivendicate i vostri diritti, invece di piagnucolare e chiedere di tagliare le pensioni di chi se le è pagate per avere il sussidio di disoccupazione. Chiedete di abbassare l’età pensionabile se volete entrare nel mondo del lavoro.

    1. Che dirti, Giuseppe? Non bisogna fare di un erba un fascio… Sul discorso giovani bamboccioni, non è colpa del maiale ma di chi gli da da mangiare, come si dice dalle mie parti…
      Sarebbe giusto che chi ha maturato più di 35-40 anni di contributi anche perché ha iniziato molto giovane potesse andare in pensione, indipendentemente dall’età raggiunta ma se siamo in questo stato emergenziale lo si deve ad una classe corrotta ed autoreferenziale, al fatto che abbiamo perso gli ultimi anni senza fare le riforme strutturali che occorrevano, perché il Parlamento pensava solo alle leggi funzionali a Berlusconi & C. Solo un governo di questo stampo, cioè ‘tecnico’, avrebbe potuto adottare misure impopolari, discutibili ma anche necessarie. L’alternativa a mio modesto avviso era solo una: l’inerzia.

  6. Monti e Fornero, e il loro staff di Ministri, sembrerebbero non aver capito bene come funziona il sistema elettorale democratico del nostro Paese che dovrebbe basarsi sulla rappresentanza in Parlamento dei cittadini; rappresentanza esautorata, se ce ne fosse bisogno, dall’esasperato ricorso alla fiducia. Sembrerebbe quasi che, più che Governare un Paese, tali personaggi, stiano rimodernando una loro azienda e, peraltro, azienda senza regole e diritti; é così perché lo dico io! Voi sudditi, non avete diritti, ragazzi, lasciateci lavorare… Non infastiditeci con questa sconcertante, sconcertata, concertazione. Che cosa sarebbe questa storia della rappresentanza? Sono caramelle: adesso uno si alza e vota qualcuno che lo rappresenti; ma siamo matti? Dove siamo? Nel Paese dei balocchi? Lo sappiamo noi queello di cui avete bisogno: zitti e pagate, sennò vi licenzio.

  7. E, infatti, la facilità di licenziare, e non di assumere, caratterizza questo Governo.
    Quando mai, se non sei miliardaria, otterrai qualcosa di utile dal GovernoTecnico. Dal punto divista dei problemi della classe bassa e media non hai neanche l’inerzia ma un sensibilissimo peggioramento economico.
    Se sei una lavoratrice avrai più problemi ad essere assunta e sarai licenziabile più facilmente, avrai uno stipendio più basso e lavorerai più anni per avere una pensione dimezzata. Se sei una piccola imprenditrice, rischierai di chiudere bottega perché gli ex clienti non verranno più ad acquistare perché: o sono stati licenziati, o perché l’IMU, come a Roma, inciderà per un duecento euro al mese sul loro reddito e non potranno più spendere per pagarla; in ogni caso la clientela diminuerà perché le buste paga e le pensioni – dei privilegiati – saranno più basse: e, quando non hanno soldi, i lavoratori, non li spendono.
    Forse era meglio l’inerzia; a meno che tu non sia miliardaria e, quindi, vedi le tue ricchezze salvate da Monti a spese delle classi basse e medie.

    1. Ciao Giuseppe, anche se il quadro che descrivi è quello attuale, purtroppo a pagare sono sempre gli stessi ma a mio avviso non ci sono alternative.
      Inoltre, io non credo che il Paese o il mondo vada avanti per inerzia. Come non credo che bastino solo delle norme per quanto ritenute buone contro i furbi e gli idioti, categorie molto ben rappresentate nel mondo del lavoro. E contro quelli non c’è norma che tenga…

  8. Ma quale flessibilità in entrata.
    La tanto sbandierata flessibilità in entrata è una presa peri fondelli: si dice: 1,4% in più per chi assume a tempo determinato; ma che cosa vuoi che sia l’1,4% in più se il salario dei precari è di 600 euro contro i 1200 euro che prendono a tempo indeterminato? Quando mai, per non pagare l’1,4% in più assumeranno pagando il doppio. La firma di dimissioni in bianco: ma questo era illegale anche prima e accadeva lo stesso; Una vittoria vietare ciò che già è illegale? Te lo dico io come si risolve il problema dell’occupazione: abbassare l’età pensionabile per creare posti di lavoro; vietare qualsiasi altro contratto di lavoro che non sia a tempo indeterminato.
    Fatto: senza prese per i fondelli teoriche e inapplica/bili/ate.

  9. L’equità.. ha le gambe corte.. Ovvero: più parla più si incarta.
    Leggo che il Ministro Fornero ha dichiarato che occorre togliere l’articolo 18 perché altrimenti le imprese vanno all’estero. Allora mi chiedo: perché lo vuole estendere anche al settore pubblico?: c’è rischio che i Ministeri scappino all’estero?
    In tema di equità, tanto per capire il concetto di equità del Ministro, non per fare una guerra tra poveri tra lavoratori del pubblico e privato, maschi o femmine, giovani o vecchi, che è utile solo al dividi e impera: è equo che le dipendenti private possano andare in pensione a 60 anni con la pensione pari all’ultimo stipendio e che le lavoratrici del pubblico debbano andare in pensione a 65 anni con la pensione ex 80%, ora ulteriormente tartassata dal passaggio a contributivo? Estendere a tutti i diritti, non levarli a tutti per equità.
    Giuseppe Casagrande

    1. Ciao Giuseppe, che aggiungere? Ti sei già dato la domanda e la risposta da solo, alla Marzullo, tanto per intenderci. Sì, quella del lavoro era e rimane una guerra tra i poveri indipendentemente dall’art. 18. Ad ogni modo ritengo che nel pubblico impiego, ci siano sacche di privilegi molto grosse da scalfire, ne è un esempio il mondo dell’università.

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