Il ritorno del Caimano

Ecco il volto nuovo della politica italiana: Silvio Berlusconi, tirato a lucido dopo forse l’ennesimo ritocco facciale. Ebbene sì, chi l’ha dato ormai per spacciato  si è sbagliato. Con il viso ristrutturato, la chioma sempre più incatramata e la solita aria da sbruffone, ha stupito proprio tutto il Paese, non solo il partito, annunciando la sua sesta candidatura alle prossime politiche.

Un Paese, il nostro, la cui classe dirigente assomiglia sempre di più alla Concordia, ancora spiaggiata sull’isola del Giglio a sei mesi dal naufragio, per la catatonica mancata capacità di rinnovarsi, sia a destra che a sinistra.

Come annunciato alla stampa, Silvio Berlusconi ha preso atto dalle ultime amministrative che la sua creatura – il PDL capeggiato da due mesi dal fido scudiere Alfano – sta cadendo a pezzi ed è subito corso ai ripari, “per non buttare via 18 anni di impegno”. Addio primarie, tutti all’interno del PDL sono d’accordo, si va avanti con la candidatura di Berlusconi, nonostante il delfino scaricato fosse convinto dell’impellente urgenza del ricambio fino a poche settimane fa.

“Non abbiamo nessuno meglio di Silvio Berlusconi”, ha dichiarato Daniela Santanchè, fedelissima sostenitrice del Cavaliere dal 2010, anno in cui ha ricevuto il fumoso incarico di sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio. Ora invece sarebbe favorevole alla candidatura di Silvio “in ticket con una donna”. Sono ormai un lontano ricordo i tempi in cui la “signora del dito medio” asseriva che Berlusconi vede le donne solo in posizione orizzontale.

Incredulità e preoccupazione sono stati i sentimenti principali con cui  le cancellerie europee hanno accolto la candidatura di Berlusconi. Ma lo sconcerto per una possibile ricomparsa del Caimano non si limita solo all’Europa, ma arriva anche dagli Stati Uniti, come lo conferma la home page della versione internazionale del New York Times di qualche giorno fa.

Questo è il panorama della politica italiana. Un film visto e rivisto che pare durare fino all’infinito.

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8 thoughts on “Il ritorno del Caimano

    1. E’ vero, ne parlava anche Scalfari nell’editoriale di Repubblica di ieri, comunque di per sè la ricandidatura è un fatto sconvolgente. E che tutti (o quasi) dimostrino di ‘validarla’ ti da la misura del peso delle clientele all’interno del partito… Buon proseguimento e grazie per la visita 🙂

  1. Che tristezza…
    Comunque, secondo me, Berlusconi non ha alcuna possibilità di vincere, per fortuna. Certo ha una bella faccia tosta a ricandidarsi dopo come ha ridotto l’Italia. Non so perché, ma questa notizia non mi ha sorpresa affatto, anzi, me l’aspettavo. Sarà che ormai mi aspetto sempre il peggio…

  2. Nessuno pare più sorprendersi di nulla, eppure dovremmo eccome: non solo sorprenderci, ma indignarci e arrabbiarci, tutti, di fronte all’arroganza di questi politici che pensano di rivoltarci con un dito e farci credere come “la crisi economica non sia stata colpa di Berlusconi, visto che lo spread non è sceso”. Certo, sono d’accordo: la colpa non è solo di Berlusconi, ma anche di Fini, Casini, Bersani, Di Pietro e di tutti coloro che, all’arrivo di Monti, hanno fatto mea culpa e solenne promessa verso gli elettori di rinnovo e innovazione politica, con questo risultato: alle prossime elezioni il duello sarà Berlusconi-Bersani- (Monti?).
    E dovremmo anche preoccuparci, e molto, di tutti quegli italiani già pronti a votare il Salvatore Berlusconi, che toglierà tutte le tasse imposte da Monti e ripristinerà la situazione che c’era prima = clientelismo liberalizzato, corruzione riconosciuta pubblicamente, spreco.
    Il problema non è lo spread, il problema è la fiducia, il lavoro e lo spreco.
    Perché noi italiani non ci meritiamo qualcosa di nuovo, semplice e onesto?

  3. Il tuo ragionamento non fa una piega. Il problema è tutto questo, unita all’assenza totale di ricambio, con l’incognita perplessità-novità rappresentata dal movimento 5 stelle… Grazie per la visita!

  4. Buon pomeriggio a tutti, mi riesce difficile esprimere un pensiero che non debba essere censurato da miriade di stellette e teschietti, come si fa nei fumetti – che fa pure rima ma è involontaria – per l’ennesima volta praticamente tutti i miei conoscenti all’estero mi ridono dietro… concordo con la lettrice che ormai si aspetta solo il peggio, ma giuro ancora non riesco a credere che abbia la faccia così marcia, nonostante il lavoro dei chirurghi, di ricandidarsi…e purtroppo c’è ancora un sacco di gente che crede alla storia del self-made man e che lo vede come il modello “furbo” da imitare…
    perché purtroppo, per la mia esperienza, all’estero siamo considerati un popolo di “furbi”, di persone che non cercano altro che la via più breve per aggirare le leggi, possibilmente fare un sacco di soldi cercando di fregare il prossimo, insomma poco degni di rispetto…e la mia rabbia monta peggio della panna…
    e ora dulcis in fundo ci ritroviamo di nuovo Berlusconi candidato: beh, se all’estero ci ridono dietro, sinceramente come dare loro torto?

    1. Ciao Irene,
      Penso che la nostra credibilità calerebbe sotto lo zero, per la gioia anche degli speculatori e lo spread schizzerebbe alle stelle…
      Diversi opinionisti dicono che si tratti di una boutade e che nell’ipotesi di una sua candidatura, le probabilità che Berlusconi vinca sono scarsissime… Mah, già il solo fatto di aver sentito Alfano proferire parole del tipo: “Non occorrono primarie se si candida Berlusconi”, mi ha fatto semplicemente raggelare il sangue… Un caro saluto e grazie per la visita!

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