L’universo parallelo della casta invisibile

Mentre il Paese reale deve fare i conti con crisi economica, disoccupazione alle stelle e precariato a vita, esiste una casta invisibile che vive in un universo parallelo fatto di lusso sfrenato, spese allegre e del tutto fuori controllo da tempo forse immemorabile. È quella degli alti funzionari di partito e dei Consigli regionali, vero buco nero nel bilancio dello Stato, alla faccia della spending review e del Fiscal compact, nonché dei sacrifici della stragrande maggioranza dei cittadini.

Dopo le scandalose ruberie di Lusi, ex tesoriere della Margherita, che sperperò circa 20 milioni di euro del partito e che ora spia le sue colpe nel Monastero della Madonna dei Bisognosi, succedettero quelle di Francesco Belsito, ex tesoriere del Carroccio, destinate a strampalati fondi in Tanzania e a comprare le lauree ‘kristalline’ del Trota e degli altri membri del ‘cerchio magico’. Per non parlare degli sprechi del governatore Formigoni, tra retribuzioni d’oro, cariche create ad hoc per gli amici degli amici e feste di Capodanno in località esotiche dalle cifre da capogiro.

L’ultimo eclatante caso di peculato, che ha provocato ieri sera le dimissioni della Giunta Polverini, porta il nome di Franco Fiorito, ex capogruppo del PDL alla Regione Lazio, soprannominato “Er batman”, corpulento protagonista del Laziogate, dai tratti caricatureschi, un personaggio che sembra sbucare fuori da un film di verdoniana memoria, l’ultimo indegno rappresentante dell’avariata classe politica italiana.

Davanti alla Procura di Roma, Fiorito ha ammesso di guadagnare 31.000 euro al mese, ma di avere a disposizione altri 21.000 euro per il funzionamento del gruppo politico, ma le verifiche in corso da parte degli inquirenti confermano che si tratta di una mezza verità, poiché la somma che ogni mese il consigliere si metteva in tasca oltrepassava i 100.000 euro mensili tramite il sistema degli autobonifici.

Il machiavellico giochino sarebbe andato avanti ancora più a lungo se non fosse stato ‘sgamato’ prima dalla Banca d’Italia e poi da diversi membri del suo gruppo politico, a causa di diversi clamorosi errori commessi per la sua insaziabile ingordigia, degna della sua mole.

La domanda che sorge spontanea è ma quanti Fiorito siedono ancora nelle morbide poltrone dei Consigli regionali e nelle ammuffite Segreterie di partito?

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6 thoughts on “L’universo parallelo della casta invisibile

  1. Altro che invisibili! Sono visibilissimi perchè la loro arroganza cafona li spinge ad esibirsi.
    Peccato che i cittadini sono ormai assuefatti al fetore che emanano le istituzioni che, nel fatto specifico del Lazio, non hanno proferito sillaba. Parlano solo contro i magistrati e contro i giornalisti con la schiena dritta ai quali vorrebbero togliere il diritto di cronaca attraverso il quale informare i cittadini, quelli che dovrebbero essere uguali davanti alla legge!

  2. Ciao Osvaldo, invisibili perché fino all’altro ieri chi conosceva quest’ultimo figuro che si aggiunge alla lunga serie. Concordo la loro tracotanza e cafoneria li spinge a commettere dei passi falsi. Eccome… Siamo ormai assuefatti perché questo marcio sembra non avere mai fine…. Grazie mille per la tua visita ed il reblogging.

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