Primarie PD, il vecchio che avanza

Dopo la penosa comparsata dei “fantastici 5 su Sky, le primarie del PD si lasciano alle spalle poche certezze, il ballottaggio tra Renzi l’Uomo Torcia e Bersani La Cosa, e molte polemiche.

In primo luogo sono emerse scorrettezze sui risultati e sul numero dei votanti. A lanciare l’accusa è stato Renzi, nella sua ultima metamorfosi, da giovane scout a creatura teleguidata da Giorgio Gori. In base ai dati in possesso del suo Comitato, la distanza che lo separa da Bersani sarebbe di 5 punti percentuali e non di nove, come emerge dai risultati diffusi dal partito.

Come i bambini viziati, il principino di Firenze vuole sempre avere ragione, insofferente alle regole, vorrebbe cambiarle in corsa per poter tirare acqua al suo mulino e raggranellare qualche voto, e pretenderebbe nessuna giustificazione per chi vuole votare al secondo turno, cosa invece prevista dal regolamento.

Sicuramente sarà Bersani a vincere il ballottaggio, ma un Renzi outsider che incassa il 35% di voti, rappresenta un dato su cui la dirigenza del PD dovrà  riflettere nel riordino del partito in vista delle prossime politiche. Senza contare il fatto che Bersani non ha sforato la maggioranza nemmeno in Emilia Romagna, sua roccaforte storica.

In secondo luogo, a prescindere dal fatto che Renzi abbia ragione sul conteggio dei voti, è meritevole di attenzione il mancato riconoscimento della propria sconfitta all’interno di un partito. Anche se gli USA non costituiscono certo l’emblema della democrazia, le recenti elezioni presidenziali sono state durissime e non prive di colpi bassi, ma alla fine lo sfidante Romney si è arreso, sottolineando lealtà al presidente eletto.  Nel Bel Paese manca il senso di responsabilità degli errori a tutti i livelli, non ultimo in quello politico, ragion per cui lo sconfitto è sempre pronto a denunciare brogli elettorali. Per la serie il vecchio che avanza…

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3 thoughts on “Primarie PD, il vecchio che avanza

  1. La risposta alla giustissima considerazione finale probabilmente si annida nella speranza di ribaltare il risultato fino all’ultimo momento. E questo vale anche per la pretesa di cambiare (nuovamente, va ricordato che in teoria Bersani sarebbe stato già candidato designato secondo le norme vigenti nel PD) le regole del gioco, protestando come ingiuste disposizioni concordate fin dall’inizio.

  2. Ciao William,
    In caso di un ribaltamento dei risultati, cio’ che mi fa rabbrividire è il rischio di vedere correre un nipotino di SB come candidato Premier alle prossime politiche… Se il Berlusconismo è vivo e vegeto, ben venga il Monti bis…

  3. Alla fine ha vinto Bersani, come ci si aspettava. Meglio così, forse è l’unico che potrebbe vincere alle politiche. Certo che se temevi un nipotino di SB, hai avuto una nuova discesa in campo del Cavaliere in persona (in pieno delirio di onnipotenza, tra l’altro). Fortunatamente, credo che questa volta le sue possibilità di vincere rasentino lo zero…

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