Le agendine del 2013

Agendine 2013

 

L’anno nuovo si apre con un pullulare di agende, cariche di proposte infarcite di massicce dosi di iperliberismo e di soluzioni autoritarie ma gradite ai poteri forti, con il presunto intento di risollevare le sorti di un Paese ormai da tempo avviatosi sul viale del tramonto. Le solite ricette sistematicamente smentite dai fatti, propinate da una casta inetta di politici, ultimo governo dimissionario compreso.

Il distacco dalla realtà, e da una possibile soluzione dei problemi che affliggono il Paese, non può essere più siderale. La Lista Civica, per non dire Cinica, capeggiata dal Professore, non è altro che una accozzaglia di centristi retrogradi che a mala pena riuscirà a spuntare il 15%.

Frutto di una mente eccelsa della sinistra iperliberista come quella del senatore Ichino, affascinato da modelli di flexsecurity difficilmente applicabili nel marasma italiano, l’agenda Monti può essere sintetizzata nel seguente slogan: più liberalizzazioni, più tagli alla spesa pubblica, meno Stato Sociale, più precarizzazione del lavoro, come se già la Controriforma Fornero non avesse fatto abbastanza danni.

In poche parole, è l’imperterrita prosecuzione della macelleria sociale, avviata dai 13 mesi di governo “tecnico”, che intende gattopardescamente cambiare l’Italia e riformare l’Europa ma che, di fatto, non fa altro che sacrificare un Paese sull’altare del debito e della tecnocrazia.

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13 thoughts on “Le agendine del 2013

  1. Gli effetti della macelleria sociale praticata dal governo Monti, i danni causati al Paese, li pagheremo, purtroppo, ancora per tutto l’arco del 2013 mentre i macellai, diventati improvvisamente politici, promettono riduzione delle tasse. Non si vergognano delle proprie comtraddizioni? Non hanno un po’ di rispetto per la nostra intelligenza. E’ una banda di avventurieri che merita la FORCA!
    Ciao, buon pomeriggio.

  2. C’è il rischio di avere la memoria un po’ corta. L’attuale situazione non può essere il frutto di soli 13 mesi di governo. Stiamo dimenticando l’iperliberismo dei leghisti, di Tremonti e di quanti altri hanno governato più o meno interrottamente in questi ultimi 20 anni? Berlusconi dove lo mettiamo? Tutta colpa di Ichino?

  3. Che la classe dirigente di questo paese sia incapace di governare è un fatto assodato e, se vogliamo mettere un paletto temporale (confermato dalla crescita del debito pubblico) tutto inizia con i socialisti, di cui i successori di qualsiasi colore hanno preso esempio nello spendere soldi pubblici in cose improduttive. Ma non bisogna dimenticare che questo sistema di spesa pubblica senza freni, tolti i pensionati che hanno pagato regolarmente tutti i loro contributi e i pubblici dipendenti utili, necessari e produttivi, alimenta un vasto ceto sociale di almeno una ventina di milioni di persone che vivono parassitariamente della spesa pubblica. Ed è questa abilità della classe dirigente (nessuno escluso) di aver creato una vasta classe di pretoriani e di clientes che impedisce ad ogni governo di modificare lo status quo anche se ne ha tutte le buone intenzioni. Quindi, non scarichiamo le colpe solo su una frazione minoritaria della popolazione costituita dalla cosiddetta Casta, ma comprendiamo che questo blocco sociale impedirà qualsiasi riforma…a meno che qualcuno non faccia come Cromwell: una bella guerra civile, per dieci anni.
    Altre strade non ne vedo, perchè la vedo dura che l’imprenditore che asfalta strade o che vende apparati alla P.A. molli l’osso. Mica si può suicidare. Mica può dire alla moglie che la casa la mare la devono vendere perchè il governo non passa più appalti. Mica può dire ai figli che il call center che prende l’appalto da un ente previdenziale chiuderà perché un Monti con gli attributi ha tagliato con l’accetta.
    Perciò, non sogniamo e gestite questa discesa negli inferi come direbbe Totò: arrangiatevi.

    1. Ciao Nicole,
      Di rivoluzionari all’orizzonte non se ne vedono, forse ci toccherà arrangiarci in qualche modo, sperando che chi vinca alle prossime elezioni sia ‘il meno peggio’. Un caro saluto

      1. Finchè i soldi del narcotraffico e l’evasione fiscale reggono i consumi dell’apparato pretoriano descritto dalla signora Kelly, nessuno fará rivoluzioni e colpi di testa. Oggi l’unica prioritá di chi conta sul serio é di riportare il debito pubblico tutto in Italia e dargli un’aggiustatina. Un haircut, come si dice in banca.

  4. Il problema vero è che tra poco gli italiani verranno chiamati a votare e voteranno anche tantissimi giovani che non hanno una “spina dorsale” politica; giovani che voteranno incantati dagli slogan di sempre che promettono l’immantenibile!Voteranno anche i miei figli (mia figlia per la prima volta) e mi sento così inetto ad abbattere il loro sconcerto, perchè non riescono a crearsi una identità politica sommersi come sono da promesse elettorali palesemente “marketing oriented” e che poi risulteranno puntualmente disattese perchè il vincitore è sempre guidato dagli invisibili fili del burainaio di turno !
    La vera rivoluzione non dobbiamo aspettarcela dall’alto, perchè chi è oggi in alto non ha nulla da perdere, anche se l’Italia sta andando rovinosamente alla deriva con un PIL ormai definitivamente minato alle fondamenta!

    1. Ciao Gennaro,
      Sì, solo proposte fasulle che non potranno essere mantenute. Si preannuncia una campagna elettorale fotocopia rispetto a quella precedente . Ne abbiamo avuto un assaggio ieri sera in occasione del finto duello Santoro-Berlusconi.

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