E la sanità, bellezza!

tagli-sanità

Arrivo e mi trovo di fronte una mandria incappottata, seduta, compita ad aspettare il proprio turno per pagare il ticket, nell’atrio davanti allo sportello dell’ospedale.

Ticket schizzato alle stelle, mentre la qualità delle prestazioni sprofonda sempre più giù, come pure i disservizi, le lungaggini aggravate dai recenti tagli con l’accetta del governo “tecnico”, si fa per dire!

Salgo in ambulatorio e una specie di sguattera che sembra uscita da una bettola del Far West, chiede se puo’ aiutarmi. Capelli lunghi, sciolti, appiccicaticci, camice che esplode. Non mi voglio far guidare dalla prima impressione, non lo trovo giusto, né carino. L’intenzione era di parlare con l’altra infermiera che era al telefono. Giù si va alle calende greche e mi sembra giusto avvertire del mio ritardo.

Ritorno all’ingresso e trovo posto vicino al bar, da dove provengono effluvi davvero pestilenziali, bar la cui gestione é data a una delle tante cooperative di quelle che ci marciano sulla pelle dei malcapitati soci-schiavi-lavoratori.

Arriva il mio turno per pagare, l’atmosfera diventa surreale. L’operatrice smanetta al terminale dopo che le presento l’impegnativa. La mia visita non risulta, nonostante l’avessi prenotata ben oltre quattro mesi prima. La signora mi scruta al di sopra degli occhiali e dice di non preoccuparmi: inserirà la richiesta a mano.

Risalgo in ambulatorio ed entro con un ritardo di quasi “solo” due ore.  Mentre scendo trovo un’amica che lavora all’ospedale e che sbotta: ‘qua sta andando tutto a puttane’.

“Ma va!’ – le rispondo – “Non me n’ero accorta”.

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5 thoughts on “E la sanità, bellezza!

  1. ….Come esattamente molte altre cose in Italia anche se il nuovo pagliaccio, adesso da tecnico diventato politico, imita il pagliaccio che lo ha preceduto al governa ed afferma che “siamo usciti dalla crisi” e che si possono ridurre le tasse.
    Questa è tutta gente da mettere al muro senza processo!

  2. Sta andando tutto a puttane, ma proprio tutto: sanità, scuola, lavoro, pensioni… Anche qui da noi ci sono ogni tanto problemi informatici alla AUSL, del tipo “l’utente non risulta inserito nel database”, magari dopo anni che si vanno a ritirare le stesse ricette… Per non parlare dei tempi di attesa per le visite, talmente lunghi che se uno ha qualcosa di grave fa in tempo a morire. Ormai questo Paese è alla frutta, beato chi può andarsene! Non so davvero per chi votare…

    1. Ha detto Giovannini, presidente dell’Istat, al Wall Street Journal, che in Italia la PA (e non solo) ha sostituito penna e calamaio con i calcolatori, ma le procedure sono rimaste quelle sabaude dove l’importante è il rispetto “formale” delle disposizioni senza pensare all’effetto sostanziale in termini di efficacia per il cittadino ed efficienza per la macchina amministrativa.
      Questa impostazione sabauda impedisce di ascoltare il cittadino e al dipendente pubblico di suggerire ai superiori miglioramenti e segnalare cose da sistemare. Ora, siccome la regola fondamentale del marketing dice che la cosa importante per il cliente/utente è la qualità percepita, è chiaro che questi disservizi e lungaggini (dovute a bamboccioni che nella PA giocano con i calcolatori invece di utilizzarli al meglio), provocano nell’utente quel senso di sconforto che si riverbera anche sul personale in un continuum di tristezza che poi, guardando ai freddi numeri, non avrebbe nemmeno ragione di essere.
      Infatti, come dimostrano recenti dati americani, mentre gli Stati Uniti hanno la più alta mortalità infantile fra i paesi sviluppati, pur spendendo 58.000 dollari pro capite in spesa sanitaria, in Italia, con soli 3.000 dollari pro capite, abbiamo uno dei tassi più bassi di mortalità infantile al mondo.
      Certe volte, quindi, basterebbe cacciare a calci nel sedere il direttore dei sistemi informativi della ASL e comprare un camice XL e uno shampoo all’infermiera sciatta.

  3. Monti, bontà sua, ci ha avvisato che il servizio sanitario nazionale non è più sostenibile e occorre “trovare altre forme di finanziamento” (leggi: assicurazione privata, per chi se lo può permettere, fanculo gli altri).
    Tra non molto ci troveremo a rimpiangere gli attuali bei tempi andati.

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