Dichiarazione di non voto

Non_Voto

Questa gelida mattina rivierasca non alzerò le mie sode chiappettine per recarmi alle urne. No, ho cose più importanti da fare: un lavoro da finire e corsi da preparare.

Parte delle motivazioni sono state espresse da Roberto Marsicano nel suo blog Cannedcat Non Votare.

Essenzialmente non mi sento rappresentata da nessun schieramento in lizza, impegnati solo a scannarsi tra di loro per impossessarsi di quote di potere che si traducono in poltrone da spartire, favori agli amici degli amici, false promesse al popolo. Tutti uguali, nessuno escluso: antiche mummie di destra e di sinistra, giornalisti contaballe, giudici guevariani, rabbiosi comici prestati alla politica.

Le statistiche parlano chiaro: 700 mila posti di lavoro in meno e 20% delle aziende chiuderanno nel 2013. Questi sono i veri problemi. Mai affrontati, e non solo in campagna elettorale, nota stagioni di saldi, perché manca coraggio, come manca la volontà (e l’umiltà) di vedere la realtà senza paraocchi, incominciando da noi.

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6 thoughts on “Dichiarazione di non voto

  1. A mio avviso è la peggior scelta possibile. Così facendo, l’unico risultato che si ottiene è che gli altri decidano per noi, perché comunque un esito dalla urne c’è sempre. Personalmente, per la prima volta, ho un’idea certa, ma per il passato ho sempre scelto tra il marcio e la muffa come si suol dire ma ho scelto. Non è solo un diritto, è anche un dovere civico. Io ti inviterei a rifletterci…sei ancora in tempo fino alle ore 15. Non è non votando che si impedisce a lor signori di “inchiappettarci” per rifarmi alla tua foto… Buone riflessioni!

    1. Cara Ire, sono contenta di non aver contribuito all’ingovernabilita’ che è venuta fuori dalle urne.
      Speriamo solo che i nuovi eletti che siederanno in Parlamento, sopratutto dello schieramento vincitore di questa tornata elettorale, ovvero il M5S, siano rispettosi del divieto di mandato imperativo come prescrive la costituzione all’art. 67.
      Non auguro altro, sarebbe già troppo.

  2. Dichiarazione di Grillo alla stampa: “Se gli altri partiti, che non hanno fatto che offendere, ci chiedono scusa e perdono, allora possiamo dialogare”.
    Anche lui pronto a farsi cooptare nel potere come radicali, comunisti, brigatisti, fascisti, leghisti prima di lui.

    1. Perdono di cosa? Come se lui fosse andato giu’ per il sottile, con il suo linguaggio da comico rabbioso che incita le piazze che lo contraddistingue…
      Ora è finita la fase della diagnosi-protesta, vediamo cosa sapranno operativamente fare una volta giunti al Parlamento. Anche loro verranno giudicati dai fatti, non dalle promesse.

      1. “Verranno giudicati” da chi?
        Dagli italici che, come ha scritto il NYT, hanno dimostrato (proprio con questo voto) di vivere dell’illusione che qualcuno, di qualsiasi colore, abbia una bacchetta magica per produrre di più, ma senza investire in automazione, per avere una scuola eccellente, ma con insegnanti pagati poco in strutture fatiscenti, avere una PA efficiente, ma con un sacco di enti ed entitá doppie o triple presidiate da eserciti di personale inutile che impiega il suo tempo a fotocopiare la Settimana Enigmistica.

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