Il Papa della fine del Mondo e l’implosione europea

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Mentre l’ennesima tegola – quella scatenata dalla crisi cipriota – cade sulla già traballante architettura europea, suonano lapidarie le parole del neoeletto Papa Bergoglio, arrivato dalla fine del mondo per rispolverare la lezione agli italiani e alla vecchia e raggrinzita Europa: “Il vero potere è nel servizio, non abbiate paura della tenerezza”.

Potere che in Italia è sempre più al servizio di un’accozzaglia sconclusionata di cialtroni, buoni solo a narcotizzare le masse, ormai alla frutta, con false promesse e a foraggiare i loro loschi orticelli di amici.

La verità è che l’Europa, in balia di una recessione senza via d’uscita, appare tutto fuorché clemente e caritatevole con i suoi membri più deboli, e questo dopo averli con troppa leggerezza accettati nel suo seno, chiudendo più di un occhio in nome dell’ampliamento di un’unione concepita male in partenza.

Dopo l’Irlanda, il Portogallo e la Grecia, seguita dalla Spagna, ora è sotto torchio Cipro, che scivola lesta dalla padella nella brace. Fallito l’accordo sugli aiuti con la Russia, che ha sempre considerato Cipro una base strategica per i suoi interessi nel Mediterraneo, il parlamento di Nicosia ha approvato diverse misure che hanno l’amaro sapore del “corralito” argentino di meneniana memoria.

Con un sistema bancario cresciuto a dismisura, pieno zeppo di depositi russi e di obbligazioni greche, in pratica carta straccia, l’isola è tecnicamente fallita e deve trovare in fretta 5,8 miliardi. Lunedì prossimo la BCE chiude i rubinetti e potrebbe essere ormai troppo tardi.

Insomma, si naviga a vista. E forse ha ragione il premio Nobel per la Pace Esquivel quando, in un’intervista rilasciata in occasione dell’elezione di Papa Bergoglio, disse a proposito dei destini della Chiesa e dell’umanità: “Se non sai dove stai andando, torna indietro per capire da dove vieni”.

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2 thoughts on “Il Papa della fine del Mondo e l’implosione europea

  1. Quella di Cipro non è solo una crisi bancaria ma anche una delle nuove guerre che ormai non si combattono più con le armi ma tramite il denaro e l’energia.
    Cipro è una lavanderia di denaro sporco russo e si trova anche coinvolta nell’affare dei giacimenti di gas naturale al largo di Israele, che non solo la metterebbero al sicuro da ricatti energetici, ma ne farebbero una potenza locale che può, tramite il gas, comprarsi l’alleanza di stati che oggi dipendono da Iran e Russia per il gas naturale pagato caro e amaro.
    E il recente riavvicinamento tra Turchia e Israele, mediato da Obama, è un segnale che nel Mediterraneo Orientale si sta giocando una bella partita, molto simile a quella che si sta svolgendo nel Mar Cinese meridionale fra Cina, Filippine e VietNam, tutti vogliosi di mettere mano a fonti energetiche sottomarine.
    La cosa grave è che la nostra stampa guarda alla crisi finanziaria e non alla partita geopolitica ed energetica che forse potrebbe pure riguardarci.
    E anche questo è un segnale del declino del paese.

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