ASL, ovvero venga a prendere il caffé da noi

Venga-a-prendere-il-caffe-da-noiTutta la scena era da commedia all’italiana anni ’70: comica, tragica, grottesca.

La location è la sede dell’Anagrafe Sanitaria di una ridente località balneare ligure, molto apprezzata dai giovani per fare cicloturismo da mozzafiato nell’entroterra  e per le belle spiagge con tanto di “bollino blu”.

Ma siamo in Liguria, terra che avrebbe tutte le carte in regola per campare alla grande di turismo, manca però il bene prezioso della cortesia e dell’apertura mentale  nei confronti del “forestiero”.

Si sa, la torta di riso è sempre finita da questi parti, a qualunque ora tu arrivi, come nell’esilarante scenetta del trio comico Ceccon, Casalino, Balbontin.

Ed io ho pure l’accento latino, anche se sono una regolare cittadina italica, che paga le tasse e quindi lo stipendio degli impiegati della ASL dietro allo sportello iscrizioni, quei due, che in due, mi fanno il terzo grado, incominciando dal solito mantra: ‘ma lei è straniera?’, mentre sbuffanti, l’uno controlla la carta d’identità, l’altro, con un moto di stizza, mi attacca verbalmente, senza apparente motivo, perché dovrei essere in possesso non solo della tessera sanitaria ma anche del tesserino sanitario cartaceo, mentre io ho la grave colpa di non averlo e soprattutto di non aver capito all’istante cosa altro volesse da me questo occhialuto tizio dai capelli diradati e secchi come il suo carattere.

Ho un flash, la scena del film “Venga a prendere il caffè da noi”, quando un indimenticabile Tognazzi, nei panni di Emerenziano Paronzini, burocrate statale di Luino, vorace lettore della “Filosofia del piacere” del Mantegazza, nella metaforica scena a tavola, che rappresenta mirabilmente il suo rapporto a quattro  con le tre racchie e assatanate sorelle Tettamanzi, si accinge a mangiare la frutta e dice “di tre mele marce, ne faccio una buona”.

Solo che in questa ASL da due impiegati non si riesce ad avere un po’ di buona efficienza, magari condita con un po’ di buona educazione.

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8 thoughts on “ASL, ovvero venga a prendere il caffé da noi

  1. Non c’è bisogno di dare la croce addosso ai poveri liguri.
    Dal 1861, finiti sotto il savoia, è tutto il paese che è ostaggio di una P.A. che vuole solo conservare se stessa e possibilmente allargarsi, per creare posti ai figli, mogli, sorelle, germani, cognati, amichette o amichetti, secondo i gusti.
    Nel 2013, l’Agenzia delle Entrate mi ha mandato la tessera sanitaria di una regione dove non abito più dal 2005 e sono in causa con la stessa agenzia dal 1999, con una vertenza per un rimborso di imposte pagate in più che è durata 10 anni, più un anno per pubblicare la sentenza di cassazione e 3 anni di cavilli dell’agenzia per non pagare.
    Cara laimpertinente, è meglio che vai alla tua ambasciata e ti fai ridare il passaporto al più presto possibile, scappare di corsa, appena arrivato, stracciare il passaporto italiano e stare più lontano possibile da questo paese in via di sottosviluppo.

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