Argentina in default

default argentina
Argentina in default, no agli hedge fund

Nessun accordo è stato raggiunto con gli hedge fund, i cosiddetti “fondi avvoltoio“. L’Argentina è in default per la seconda volta in 13 anni. Standard & Poor taglia il rating di Buenos Aires da CCC- a selective default.

Il Paese non ha pagato 539 milioni di dollari di interessi sui bond in scadenza a dicembre 2013.
Il giudice Thomas Griesa ha dato ragione ai fondi speculativi che pretendono il rimborso integrale dei bond argentini.

In un mondo in cui quasi tutti gli stati sono indebitati fino al collo, con delle banche centrali che producono carta straccia, economia tartassata e depressa, l’Argentina va in bancarotta per 29 miliardi di debito, mentre in Italia a maggio il debito è aumentato di 20 miliardi di euro rispetto al mese precedente, raggiungendo la quota di 2.166,3 miliardi.

Pertanto, l’Italia è tecnicamente più fallita dell’Argentina.

 

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5 thoughts on “Argentina in default

  1. E’ ingiusto chiamarli “Fondi Avvoltoio”: troppo insultante per questi animali, il cui ruolo all’interno del sistema naturale è senz’altro più utile è meno predatorio di quello degli Hedge funds all’interno del sistema finanziario.
    Rimane l’incredibile realtà che dei fondi speculativi possano mettere in ginocchio un’intera Nazione sovrana. E’ tempo di ripensare da cima a fondo il nostro concetto di Civiltà.

    1. E’ vero, Mauro, anzi la stampa argentina li chiama solo ‘buitres’. Sarebbe ormai ora il momento di ripensare dalle fondamenta il sistema finanziario, economico e sociale su cui poggiano gli Stati, ma la volontà c’è? Non si direbbe per come stanno andando avanti le cose e non solo con l’Argentina …

  2. Sarebbe ora che le classi dirigenti dei paesi indebitati la piantassero di fare debiti per prendere voti fornendo ai loro votanti servizi, infrastrutture e posti di lavoro inutili che o non si possono permettere o che si possono permettere ma per i quali i votanti non pagano le dovute tasse, come nel caso dell’Italia dove il debito pubblico è in gran parte posseduto dagli stessi italici, direttamente o tramite le banche italiche.

    I fondi che pretendono il dovuto dall’Argentina fanno il loro lavoro: hanno comperato debito argentino e vogliono essere pagati.

    Nessuno ha costretto l’Argentina a fare debiti: è stata una loro libera scelta, così come fare una guerra per le Falkland, aderire alle follie monetariste, non combattere la corruzione, l’evasione fiscale, e la fuga di capitali, favorita dalle banche argentine.

    1. Se ha voglia, legga qui. Forse potrà farsi un’idea della realtà un tantino meno aderente a quella rappresentazione auto-denigratoria e penitente che il sistema, tramite i media, ci inculca quotidianamente per condizionarci alla passività.
      Le consiglio anche, se ha tempo, la lettura di “Shock economy”, di Naomi Klein.

      http://doppiocieco.blogspot.it/2014/07/lo-strano-default-dellargentina.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+blogspot/ANAmp+(doppiocieco)

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