Memento mori

Angelo morte
Memento mori

Ieri si è celebrato il giorno dei morti. Non capisco la ragione di dedicare una giornata dell’anno alle persone scomparse, fermo restando che la morte è parte inestricabile della vita.

Ogni volta che guardi il cielo, ogni volta che guardi dentro te stesso, troverai quella metà di te stesso che non c’è più.
Ma trovi anche quell’altra metà, quella che ti spinge ad andare avanti e che ti fa capire che hai una ‘missione’ da compiere, con il tuo privato e con il tuo lavoro.

Un percorso da scalare, perché nulla di quello che vorrai varrà la pena se non c’è di mezzo dedizione e fatica, da parte tua. Non potrai fare niente per interposta persona. Non esistono le procure.
Nulla è facile, a meno che tu non ti chiami Mr. Paraculo ma non mi pare proprio sia il tuo caso. E poi ricordati che la ruota della vita (o delle vite) gira sempre…

Un traguardo da raggiungere ora e qui.
Altrimenti ti toccherà vivere e morire cento, mille volte fino a che non avrai imparato la lezione.

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