Referendum prostituzionale? No, grazie, anzi Ni

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Mentre analisti e commentatori politici si affannano a commentare un’inutile vittoria di un inutile referendum dall’esito scontato, è da un pezzo che non sono così convinta di quella che è stata la mia scelta, sia bene inteso,  nonostante l’altrettanta inutilità del mio contributo al regime democratico autocratico italiano: scheda bianca.

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Scheda bianca per una riforma pasticciata e osteggiata da una accozzaglia sgangherata di apostoli del No

Scheda bianca perché non viene intaccato minimamente il vero cancro di questo Paese: la Pubblica Amministrazione, che nonostante i bislacchi tentativi di renderla più moderna ed efficiente, è sempre stato e lo sarà troppo vicina al Palazzo, ai burocrati, ai soliti gattopardi e paraculi del sistema.

Quella PA che drena linfa vitale agli sfigati che cercano di costruire e di fare impresa, ai precari a vita,  a quell’esercito di partite IVA che deve solo stare zitto per essere violentato perbene da uno Stato padrone

Scheda bianca per la totale mancanza di vision e mission della classe dirigente, perché i veri problemi dell’Italia (e di questo mondo che vola alla velocità della quarta rivoluzione industrialesono altri e stanno altrove, mentre politici, intellettuali, giornalisti pretoriani schierati sui due fronti si eccitano parlando di carta straccia.

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Ologrammi

Ologramma faccia
Ologrammi

Tutti morti. Sono tutti morti. Più morti dei trapassati i cui resti riposano nel cimitero oppure sono sparpagliati chissà dove…

Più morti di quel piccolo profugo rinvenuto nella spiaggia turca di Bodrum, che al meno riesce a smuovere le coscienze, di tutti quelli che una coscienza ce l’hanno ancora. O che fanno finta di averne una ma nei momenti in cui serve si volatilizzano…

Aylan Kurdi
Aylan Kurdi

Morti viventi che ti scrutano, seduti davanti a una scrivania piena zeppa di inutili scartoffie di una fottuta filiale di una rinomata banca di “primaria importanza”, che si pregia nella sua mission di essere al servizio dei “piccoli imprenditori”, proprio come te.

Individui che spulciano davanti a te la tua dichiarazione dei redditi e del tuo bilancio semestrale, chiedendoti dettagli su quello che fai o quello che non fai per campare. Facendo proiezioni e simulazioni dopo simulazioni, un esserino ingobbito barricato dietro a un terminale… Neanche se tu avessi chiesto soldi per ricostruire le torre gemelle…

Parli il meno possibile perché lasci parlare i numeri passati e in divenire. Snoccioli qualche dato sul tuo business. Ti occupi di consulenza e formazione nel campo del marketing e della comunicazione digitale. L’impiegato strabuzza gli occhi quando pronunci la parola e-learning. Gli spieghi che si tratta di formazione erogata a distanza…

In un Paese in avanzato stato di decomposizione, a chi può fregare un’attività proiettata al futuro imperniata sul digitale, nel momento in cui bussi alla porta per chiedere quello che in ligure si chiamano “palanche”.

“Ma qui ci vuole la garanzia del reddito fisso del pensionato”, esordisce l’impiegato dalla giacca infeltrita, con un guizzo di inaspettata vitalità. “Meglio se non troppo in là con gli anni, ovviamente, non si sa mai…”

Di quello che fai, delle tue garanzie concrete, anche ipotecarie, non gliene frega un cazzo a nessuno. E quando dici nessuno, dici proprio nessuno.

La ragione è molte semplice.

Perché tu sei vivo, mentre gli altri sono morti, finiti, finti e marci, come questo “sistema Paese” che si ciba di chi produce, di chi vuole mettersi in discussione e di chi ha iniziativa e la vuole portare avanti. Comunque.

Di persone, come te, che non hanno paura di parlare, di tacere e di dire le cose in faccia quando occorre. Con un obiettivo concreto in testa, nonostante i paletti, le diffidenze, le remore, le paure di tutti quei morti dal freddo a Ferragosto con cui hai a che fare e che hanno lo spessore pari a quello di un ologramma.

Inconsistenti, inesistenti, insignificanti, che non meritano un briciolo della tua attenzione e del tuo tempo.

La bella addormentata su Marte

La bella addormentata
La bella addormentata su Marte

Ci sono persone che sembrano essersi perse per strada, per non dire addormentate per anni e anni della loro vita. Come se una parte di loro fosse andata in vacanza su Marte e sulla Terra un loro clone avesse vissuto una ‘vita parallela’…

Marte e la terra
E, tutt’a un tratto, molto spesso dovuto a uno scossone per un evento traumatico, si (ri)svegliano dal loro torpore e realizzano fino in fondo che, nel frattempo molti peli sono caduti sull’uovo, che il mondo è andato avanti (Siii, anche senza di loro!), che molte cose nella loro vita personale e in quella di chi le sta attorno, non funzionano.

Di ragioni, giustificazioni o addirittura (falsi?) problemi ce ne sono a bizzeffe: lo strazio di lavoro che non paga e non appaga quasi mai; la famiglia che molto spesso è diventata una sorta di associazione a delinquere di stampo mafioso; il governo pro tempore, a cui tocca, a ragione, sempre la parte del cattivo di turno; la malcapitata signorina Routine, colpevole di tante crisi matrimoniali, se non addirittura extraconiugali; quel sentimento di inadeguatezza ‘alla Calimero’, così diffuso tra le persone, perché è sempre più facile piangersi addosso e sentirsi vittima di una congiura siderale che prendere le redini del comando della propria (fottuta) vita, non dell’universo…

Ci vuole una buona dose di coraggio, pragmatismo e pazienza, merci che scarseggiano molto più che il denaro in questo magnifico Paese.

Bilancini di fine anno

Bilancio pietre
Bilancini di fine anno

Fine anno, tempo di bilanci e non solo contabili. Cosa mi voglio portare nel 2015?

Ho capito che la paura è un inutile spreco di energia in grado di paralizzarti. E che mi sono rotta di pazientare e di avere paura o riguardi reverenziali verso chi non lo merita. Opportunisti pro tempore e clienti morosi inclusi.

Ho capito che questo Paese può essere in grado di tirare fuori il meglio o il peggio di te stesso, cosa non da poco. Ma che sta a te (e solo a te) scegliere da che parte stare. E sopratutto affrontare le conseguenze di quello che avrai scelto.

Ho capito sulla mia pelle che il dolore è inevitabile, ma la sofferenza è opzionale, perché ti fa scoprire forte, molto più forte di quanto lo credevi. E che questo può dare fastidio, molto fastidio, alle persone meschine, narcise e insignificanti che ti stanno attorno.

Auguri di buon 2015 da laimpertinente

Tsunami a Genova

Ancora un’altra volta, ma non l’ultima, perché ce ne saranno tante altre.
Qualcuno ha detto che l’uomo intelligente è quello che risolve i problemi, ma l’uomo saggio è quello in grado di evitarli…

Bisagno Genova alluvione
Tsunami a Genova

Genova, una città ferita e violentata, più che dalla crudeltà di un clima ormai stravolto dalla strafottenza e corruzione degli uomini. Come quelle puttane sfatte che battono per i suoi carrugi maleodoranti e degradati, abusate e poi scaricate, alla merce delle voglie dei “signori” clienti. Così lontane dalla fascinosa “Bocca di rosa” cantata da De Andrè

Non se lo meritava un destino così crudele, per quanto sia una città dal carattere diffidente e chiuso, che riflette in pieno il DNA dello spirito ligure, attaccato alle ‘palanche’ e avaro di sentimenti. Una città che non perdona debolezze e che per questo, a sua volta, non verrà mai perdonata…

The Others casa
“The Others”

Decenni di abusi edilizi, fondi stanziati già dal precedente alluvione  del 2011, ma mai adoperati per beghe giudiziarie, il solito rimpallo delle responsabilità, l’impotenza ma pure anche l’ottusità di alcuni cittadini che si ostinano a rimanere attaccati, a costruire e a ricominciare in una zona a rischio alluvione, che appartiene al fiume…

Come le anime dei trapassati in The Others, così disperatamente attaccate alla  propria casa, intrappolate in un limbo, incapaci di accettare in modo consapevole il loro karma

Autunno freddo

alberi spogli
Autunno freddo

Sei stato schifato dal tuo stesso branco, a botta di vischiosi sotterfugi, lotte intestine e mezze verità. E pure anche dal governo, quella combriccola di inetti (o di furboni) che se la menano a discutere sull’articolo 18, come se fosse un articolo a darti da mangiare. In un mondo che cambia alla velocità della luce e dove l’automazione tecnologica sta divorando quasi il 50% dei lavori

Vorresti andare a letto e non svegliarti più.
Invece, la spinta propulsiva prende il sopravvento, ti fa montare sopra una bicicletta, muovere per rimanere a galla, all’inseguimento di un sogno divenuto un progetto concreto.

Alla fine intravedi che è questo il tuo karma, che in questo copione delle tante vite che ti è toccato e ti toccherà vivere dovrai essere calpestato, manipolato, scartavetrato fino al nocciolo.
E non ti resterà altro che cambiare muta, come i rettili, oppure spogliarti dalle tue foglie, come gli alberi in autunno.

 

Concordia, la pornografia del dolore

Concordia arrivo a Genova
L’arrivo della Concordia a Genova

A due anni e mezzo dalla tragedia del  Giglio, la Concordia è ormai arrivata a Genova Voltri, dove inizieranno le
operazioni di smantellamento.
Anche in  questa tristissima vicenda, in cui non dimentichiamolo hanno perso la vita 33 persone, è emerso in modo prepotente la morbosità di una grossa parte del pubblico, messa a nudo da una stampa italica altrettanto malata.

Salutata con i consueti getti d’acqua alla sua travagliata partenza,  non pochi gigliesi hanno dichiarato la loro tristezza per la partenza del relitto, abituati all’ingombrante inquilino spiaggiato, che forse un po’ di indotto alla languente economia isolana l’ha pure portato, tra mille polemiche.

Mentre a Genova,  città ormai da un pezzo alla canna del gas, i cittadini sono arrivati persino al punto di affittare a caro prezzo i balconi con ‘vista Concordia’…

affitto balcone vista concordia
Concordia, la pornografia del dolore

Tutto il politicume e persino Renzie, con famiglia al seguito, non hanno voluto mancare all’increscioso evento per portare acqua al proprio mulino.

Il Premier ha dichiarato “non è un giorno a lieto fine, ma è un nuovo inizio”, riferendosi alla ghiotta commessa piombata su Genova.

Un inizio che ha però l’amaro sapore di una fine.

 

 

 

 

Brandelli d’Italia

Cesare Prandelli occhi chiusi
Brandelli d’Italia

 

Non amo il calcio, anche se il mio compagno di scorribande l’ha sempre praticato. Sono più per la fatica solitaria della bicicletta.
Apprezzo però lo spirito di questo sport: visione comune, strategia di gioco, fair play. Uno spirito che dovrebbe permeare ogni squadra: dalla famiglia fino ad arrivare allo Stato, passando per l’impresa.

E’ giusto che l’Italia torni a casa con la coda tra le gambe e un Prandelli dimissionario.
Non ha importanza che il gioco dell’avversario sia stato penoso, a tratti ben più deplorevole.

Gli Azzurri sono l’emblema di un Paese che si sente “unito” solo quando gioca la Nazionale, cioè quando corrono dietro a una palla undici figurine, schegge senza una meta preoccupate solo per il look.

Comprami!

Renzi Grillo
Duello tra il Beppe nazionale e Renzie

Ieri sera vedevo con un occhio il comizio finale del comico Grillo e del nostradamus digitale Casaleggio a Roma e con l’altro il mio piatto di riso Thai, condito con dell’insuperabile olio extravergine ligure. Ho guardato pure uno spezzone dell’ultimo intervento prima delle europee di Renzie nella sua Firenze.

Mi sembrava di assistere all’ennesima puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie
Forse non ero dell’umore giusto, forse nel frattempo succedono dei fatti importanti in grado di cambiare la percezione che hai della realtà o forse sono semplicemente stufa di sentire la solita fuffa in questo Paese…
La sensazione è sempre la stessa. Un po’ come quella pubblicità martellante e vacua che ti spinge a spegnere il televisore o alzarti per andare a fare dell’altro, anche in bagno…

I politici italiani, come d’altronde certi uomini, assomigliano sempre di più a quelle caramelle che all’inizio sembrano gustose, promettono bene ma, dopo un po’ che le tieni in bocca, ti lasciano un retrogusto così disgustoso da volerle sputare…

A quelli che promettono senza mantenere,  a tutto il chiacchiericcio di questo politicume, che risponde a tattiche ben precise e comunque sempre partitocratiche, che punta a ‘comprare’ il consenso degli indecisi, la fiducia degli elettori, o qualunque altra cosa, senza dare niente di concreto in cambio, io rispondo:

Non sono in vendita.

Buon weekend elettorale da laimpertinente

 

 

Gli aldilà

porta chiusa nera
“Gli aldilà”

 

Ma quanti sono gli aldilà? Siamo veramente sicuri che ne esista solo uno?
Per un grave fatto personale di cui parlo qui e anche qua, credo che la risposta giusta sia molti, se non addirittura troppi. Almeno qui in Italia…

L’aldilà è la porta sempre chiusa dell’amico quando tu sei fuori all’addiaccio. E fuori diluvia e il cielo è sempre buio pesto…

L’aldilà è il mancato rinnovo del contratto dopo esserti sbattuto per 11 mesi. E senza aver chiesto un permesso e fatto neanche un minuto di ritardo. Perché più di una persona, sei considerato uno yogurt scaduto, quasi uno schiavo, da parcheggiare quando non servi più…

 L’aldilà è la vita parallela che conducono gli uomini politici, i manager di Stato, la mafia Spa, il principale azionista dello Stato italiano che poggia le fondamenta sulla corruzione. E la vicenda Dell’Utri rappresenta l’ultimo squallido tassello…

I favoritismi, gli sprechi, i cittadini servi della gleba, i pazienti di serie B di cui pullulano gli ospedali di questa Italia, paese di ‘pizzo, pizza e pezze’ per dirla alla Sorrentino ne ‘La grande bellezza’.

E quel ciliegio sempre bianco, con i rami che sembrano voler sfiorare il cielo, che mi ostino a guardare dalla finestra, per cercare solo te…