Viva la crisi

Viva la crisi
Per il 2013, viva la crisi

Viva…

Questa depressione più nera e lunga di quella del ’29
Perché  ha costretto il Paese a togliersi finalmente la maschera e a fare i conti con gli sbagli della sua storia recente, fatta di debito pubblico e da livelli di corruzione degni del terzo mondo…

I politici di tutti i colori e sottocorrenti, renziani, grillini & C.
Perché sono solo  l’altra faccia dell’italiano medio, sempre pronto a fottere il prossimo, lo sconosciuto, l’alieno, per la propria combriccola o sul sacro altare della “famiglia“…

I forconi, i populisti e gli altri illusi, che non hanno la più pallida idea di come stanno le cose, in Italia e nel mondo.
Perché ancora credono che basta scagliarsi contro la casta e chi non la pensa come loro per risolvere la situazione…

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I miei studenti...
Perché devono sapere che ho imparato dai loro errori, anche quelli più grossolani…

E tutti quelli che mi hanno scalfito, graffiato, ferito e che continueranno imperterriti e impassibili a farlo ‘per contratto’…
Perché mi hanno reso la persona che era destino che fossi…

Buon Anno Impertinente a Tutti.

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Dichiarazione di non voto

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Questa gelida mattina rivierasca non alzerò le mie sode chiappettine per recarmi alle urne. No, ho cose più importanti da fare: un lavoro da finire e corsi da preparare.

Parte delle motivazioni sono state espresse da Roberto Marsicano nel suo blog Cannedcat Non Votare.

Essenzialmente non mi sento rappresentata da nessun schieramento in lizza, impegnati solo a scannarsi tra di loro per impossessarsi di quote di potere che si traducono in poltrone da spartire, favori agli amici degli amici, false promesse al popolo. Tutti uguali, nessuno escluso: antiche mummie di destra e di sinistra, giornalisti contaballe, giudici guevariani, rabbiosi comici prestati alla politica.

Le statistiche parlano chiaro: 700 mila posti di lavoro in meno e 20% delle aziende chiuderanno nel 2013. Questi sono i veri problemi. Mai affrontati, e non solo in campagna elettorale, nota stagioni di saldi, perché manca coraggio, come manca la volontà (e l’umiltà) di vedere la realtà senza paraocchi, incominciando da noi.

M5S, ovvero il Movimento degli Sgrillinati

Uno spettro si aggira per il Paese: lo spettro del grillismo, direbbe l’incipit di una versione rivisitata de Il Manifesto di Karl Marx.

È da un po’ di tempo che osservo il paladino della protesta popolare contro i soprusi della casta, nonché acerrimo delatore dell’involuzione politica dello Stivale. E mi preoccupa non poco la piega che sta prendendo questo presunto “nuovo” che avanza e che sa già di vecchio e stantio, per non dire di regime autoritario da Repubblica delle banane.

Dopo gli ultimi scandali emersi con il caso Favia alla trasmissione Piazza Pulita e Salsi a Ballarò, il Movimento 5 Stelle appare esattamente l’opposto di quello che intende dimostrare agli occhi della cosiddetta opinione pubblica, nonostante le buone intenzioni di pulizia civile e reset istituzionale che pure animano i cuori dei numerosi sostenitori. Un partito che si appresta a diventare la seconda forza politica alle prossime elezioni.

Un movimento verticistico, capeggiato da un oscuro personaggio, Gianroberto Casaleggio, curatore di quello che è diventato il principale blog italiano e sponsorizzato dal comico genovese. Un partito che appare più inquietante di quelli emersi dalle ceneri della Prima Repubblica, che non ammette il dissenso al suo interno e pertanto minato da un preoccupante deficit democratico.

Un movimento  che vieta ai suoi “militanti” di andare in televisione per non omologarsi alle altre formazioni politiche da combattere a botta di “Vaffaday, ma che detta precise direttive alla stampa  sulla fraseologia da impiegare nei suoi riguardi.

La domanda che sorge spontanea è come se la caveranno i neoletti onorevoli “sgrillinati” una volta giunti al Parlamento. Passeranno dalla diagnosi alla cura del malato Italia oppure saranno troppo presi tra beghe intestine, scomuniche e anatemi contro stampa e televisione?