Re-evolución

Re-evolucion

Forse non tutto il male viene per nuocere, come recita il vecchio adagio, forse il digitale ci salverà, come lo spiego qua insieme all’amico Roberto Marsicano nel nostro blog Digital Vizir. Forse…

Ma per un attimo vorrei abbandonare la mia vena fatalista e pessimista, nonostante i numeri remino contro. Dati senza scampo: disoccupazione galoppante, stando ai dati Istat e a quelli europei rilasciati da Eurostat. Un vero e proprio esercito di disoccupati, senza contare l’imprecisato numero d’inoccupati, precari, lavoratori scoraggiati, esodati, economia sommersa, e chi più ne ha più ne metta.

Giovani e non più giovani che tirano a campare, nella bambagia più assoluta, zombi che brancolano nel buio, del tutto inconsapevoli che prima o poi la pacchia finirà. È giusto che sia così, perché papà o mamma non ci saranno per sempre a sovvenzionare vizi e vezzi grazie al loro reddito da lavoro o addirittura alla loro pensione conquistata dopo anni e anni di lavoro e sacrifici.

Un mondo alla rovescia: genitori anziani che mantengono i figli e persino nipoti. Eterni adolescenti, che volenti o nolenti sono incapaci di rimboccarsi le maniche e di lottare per uno straccio di posto in questo mondo che, per quanto ingiusto, dà a tutti, o a molti, qualche possibilità. Basta saperla coglierla, al volo.

Forse abbiamo toccato il fondo da cui ripartire, in una sorta di re-evolución, un cambiamento epocale in grado di ripristinare l’ordine naturale delle cose. Forse…

Dichiarazione di non voto

Non_Voto

Questa gelida mattina rivierasca non alzerò le mie sode chiappettine per recarmi alle urne. No, ho cose più importanti da fare: un lavoro da finire e corsi da preparare.

Parte delle motivazioni sono state espresse da Roberto Marsicano nel suo blog Cannedcat Non Votare.

Essenzialmente non mi sento rappresentata da nessun schieramento in lizza, impegnati solo a scannarsi tra di loro per impossessarsi di quote di potere che si traducono in poltrone da spartire, favori agli amici degli amici, false promesse al popolo. Tutti uguali, nessuno escluso: antiche mummie di destra e di sinistra, giornalisti contaballe, giudici guevariani, rabbiosi comici prestati alla politica.

Le statistiche parlano chiaro: 700 mila posti di lavoro in meno e 20% delle aziende chiuderanno nel 2013. Questi sono i veri problemi. Mai affrontati, e non solo in campagna elettorale, nota stagioni di saldi, perché manca coraggio, come manca la volontà (e l’umiltà) di vedere la realtà senza paraocchi, incominciando da noi.