Buco nero

Cosa ne penso della Grecia e dei vari Tsipras e Varoufakis descamisados?

 

Varoufakis Tsipras sorridenti
I “descamisados” del Partenone

La Grecia è come quelle famiglie tossiche in cui c’è un unico centro di costo perenne.

Una sorta di buco nero che ingoia denaro, risorse, per non dire linfa vitale, da tutti e da tutto ciò che lo circonda.

Con la tracotanza e la spavalderia di chi sa che comunque se lo può permettere perché la farà  sempre franca.

Un po’ come quel sciagurato figliol prodigo foraggiato per benino, a costo di spolpare e affossare chi ha sempre filato liscio…

La Grecia sa di trovare il solito rubinetto aperto da un’Europa, sempre più traballante su più fronti interni e esterni, ormai da un pezzo diventata un sogno infranto sull’altare sacrificale di una grande menzogna collettiva.

Perché i conti erano truccati sin dall’inizio della moneta unica, tutti consapevole della reale situazione dei Greci e pure dell’Italia, vera bomba ad orologeria dell’Europa, secondo il Washington Post.

Euro-Crisis-GDP
Fonte: Washington Post

Ma si doveva andare avanti. In nome di chi o di cosa?

In nome di quel popolo, sovranamente schiavo, vittima e complice dello stesso apparato di un paese di “pizzo, pizza e pezze”, per dirla alla Sorrentino ne La grande bellezza.

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Elezioni in Grecia: Dracmageddon?

La partita più importante per l’Europa si gioca oggi in Grecia, ma la posta in gioco non è il campionato europeo di calcio, bensì le sorti della moneta unica.

La vera sfida inizierà domani quando una Grecia abituata a 37 anni di alternanza tra i socialisti del Pasok e  Nea Demokratia, dovrà provare a fare un governo di coalizione.

Gli exit poll in corso danno i seguenti dati: ND di Antonis Samaras 27,5- 30,5% e Syriza di Alexis Tsipras, la coalizione di sinistra costituita da 12 formazioni politiche, 27-30%, i neonazisti di Alba Dorata, 6-7,5% .

Sarà una vittoria risicata delle due principali forze politiche, i conservatori pro euro e la sinistra radicale, ma il vincitore potrà godere di un premio di maggioranza di 50 seggi.

Se vince la destra conservatrice, l’Europa potrà tirare un sospiro di sollievo. Se vince la sinistra radicale, la Grecia intende rinegoziare con la UE, la BCE e il FMI, la cosiddetta Troika, il famigerato Memorandum che impone una politica di austerity durissima.

La domanda è la seguente: la Troika svincolerà i 30 miliardi di euro promessi per la fine di giugno se il nuovo governo rinunciasse ad applicare il Memorandum? Senza questi soldi, Atene non riuscirebbe a pagare gli stipendi degli statali dopo luglio.

Se la vittoria della sinistra radicale (e l’intransigenza di Frau Merkel) provocheranno la cacciata della Grecia dall’eurozona, si rischierebbe il tracollo di tutta l’architettura della moneta unica, con un effetto dirompente sugli altri PIIGS,  per la gioia degli speculatori che da anni scommettono sul crollo dell’euro a suon di derivati, secondo gli addetti ai lavori.

Il conto finale per tutta l’Europa di questo scenario catastrofico sarebbe incalcolabile, superiore a 1000 miliardi di euro.

Pare che sull’uscita della Grecia dall’euro complottino i grandi centri della malavita, oltre alla Russia e alla Cina che hanno mire espansionistiche sulle infrastrutture del Paese.

Forse, tutto sommato, vale ancora la pena di provare a dare una chance alla Grecia se non vogliamo essere travolti da questo vero e proprio Dracmageddon…