Comprami!

Renzi Grillo
Duello tra il Beppe nazionale e Renzie

Ieri sera vedevo con un occhio il comizio finale del comico Grillo e del nostradamus digitale Casaleggio a Roma e con l’altro il mio piatto di riso Thai, condito con dell’insuperabile olio extravergine ligure. Ho guardato pure uno spezzone dell’ultimo intervento prima delle europee di Renzie nella sua Firenze.

Mi sembrava di assistere all’ennesima puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie
Forse non ero dell’umore giusto, forse nel frattempo succedono dei fatti importanti in grado di cambiare la percezione che hai della realtà o forse sono semplicemente stufa di sentire la solita fuffa in questo Paese…
La sensazione è sempre la stessa. Un po’ come quella pubblicità martellante e vacua che ti spinge a spegnere il televisore o alzarti per andare a fare dell’altro, anche in bagno…

I politici italiani, come d’altronde certi uomini, assomigliano sempre di più a quelle caramelle che all’inizio sembrano gustose, promettono bene ma, dopo un po’ che le tieni in bocca, ti lasciano un retrogusto così disgustoso da volerle sputare…

A quelli che promettono senza mantenere,  a tutto il chiacchiericcio di questo politicume, che risponde a tattiche ben precise e comunque sempre partitocratiche, che punta a ‘comprare’ il consenso degli indecisi, la fiducia degli elettori, o qualunque altra cosa, senza dare niente di concreto in cambio, io rispondo:

Non sono in vendita.

Buon weekend elettorale da laimpertinente

 

 

Il flop di Bersani

Aliencat_Flop_Italia

 

In alto mare, in mezzo alla burrasca, senza una bussola, la zattera Italia sprofonda sempre più giù, fino a  inabissarsi nell’oceano gelido di una recessione che ci terrà compagnia ancora per tutto il 2013, molto più a lungo che in altri paesi europei, almeno stando alle ultime previsione economiche.

Te la do o non te la do? La fiducia, ovviamente! Come in un giocoso corteggiarsi tra innamorati alle prime armi, nella telenovela in diretta tra Bersani e i capigruppo M5S, il grillino recitava alla perfezione la parte della verginella che mercanteggia la sua purezza politico-istituzionale in cambio di una presunta prova di fedeltà al suo programma, per citare l’espressione usata da Vito Crimi.

Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, sotto questo plumbeo cielo di una primavera che tarda ad arrivare, forse impaurita da queste giornate di marasma politico istituzionale postelettorale.
Se l’esito era questo, com’era facilmente prevedibile, meglio sarebbe stato non andare proprio alle urne. Almeno non con questa legge elettorale che di fatto ha cristallizzato tre posizioni contrapposte.

Da quanto emerge dal farneticante pensiero dagli emissari della banda Grillo & Casaleggio, non sono solo saltate tutte le norme basilari del diritto costituzionale, come il divieto di mandato imperativo – che a quanto pare gli sgrillettati ignorano – ma anche quelle del rapporto fiduciario e di collaborazione tra Governo e Parlamento.

È saltato il buon senso, per non dire il senso di responsabilità che la situazione disperata invece imporrebbe. Un atteggiamento da ‘insani di mente’, per citare le parole scambiate nel teatrino tra il salumiere Bersani e gli sgrillettati, a proposito della comune responsabilità di formare un governo che le forze politiche neoelette dovrebbero prendersi in carico.

Altro che  ‘Uomo della Provvidenza’, come scriveva Roberto Marsicano nel suo blog, forse solo un Aliencat, venuto dallo spazio siderale, riuscirebbe a ripristinare la logica e a prendere le redini di questo sciagurato paese purtroppo senza un presente e senza neppure un futuro.

Auguri di Buona Pasqua.

 

La grande illusione della sinistra

La_grande_illusione_sinistra

Diciamo pure che Silvio Berlusconi è uno che i guai se li cerca.
Diciamo pure che è anche bravo a svicolare.
E ammettiamo pure che parecchi nel PD vorrebbero che Berlusconi, in un modo o nell’altro, sparisse dalla scena.
Mettiamo pure, ma per pura ipotesi, che qualche magistrato ci provi a dare una mano a togliere di mezzo questo ingombrante avversario del PD.
E aggiungiamo anche che certi suoi avversari economici nei media lo vorrebbero sicuramente fuori dai piedi.
Ma tutto ciò premesso, una volta che Berlusconi fosse costretto a un dorato esilio ad Antigua, magari circondato da un nugolo di affettuose nipotine, ma il PD è proprio sicuro di prendere i voti di Silvio Berlusconi?
Molto probabilmente, sparito B., sparirà pure il partito, ma i suoi voti potranno mai attraversare l’orizzonte che divide un elettore di destra da uno di sinistra?
Non credo. Mentre è molto più probabile che i voti finiscano a Grillo o ad altre formazioni di destra che spunterebbero per colmarne il vuoto.
La realtà è che il PD si sta logorando da 20 anni contro Berlusconi come prima il PCI si era logorato per 40 contro la DC dimenticando che la gente da un partito di sinistra vorrebbe qualcosa di socialista: welfare, sanità efficiente, scuola gratuita e a tempo pieno, servizi per le donne e uno Stato che funzioni. Come in Svezia, in Finlandia.
Ultimamente non mi sembra di aver sentito qualcosa del genere da Bersani, Bindi e dal rottamatore rottamato Renzi.

M5S, ovvero il Movimento degli Sgrillinati

Uno spettro si aggira per il Paese: lo spettro del grillismo, direbbe l’incipit di una versione rivisitata de Il Manifesto di Karl Marx.

È da un po’ di tempo che osservo il paladino della protesta popolare contro i soprusi della casta, nonché acerrimo delatore dell’involuzione politica dello Stivale. E mi preoccupa non poco la piega che sta prendendo questo presunto “nuovo” che avanza e che sa già di vecchio e stantio, per non dire di regime autoritario da Repubblica delle banane.

Dopo gli ultimi scandali emersi con il caso Favia alla trasmissione Piazza Pulita e Salsi a Ballarò, il Movimento 5 Stelle appare esattamente l’opposto di quello che intende dimostrare agli occhi della cosiddetta opinione pubblica, nonostante le buone intenzioni di pulizia civile e reset istituzionale che pure animano i cuori dei numerosi sostenitori. Un partito che si appresta a diventare la seconda forza politica alle prossime elezioni.

Un movimento verticistico, capeggiato da un oscuro personaggio, Gianroberto Casaleggio, curatore di quello che è diventato il principale blog italiano e sponsorizzato dal comico genovese. Un partito che appare più inquietante di quelli emersi dalle ceneri della Prima Repubblica, che non ammette il dissenso al suo interno e pertanto minato da un preoccupante deficit democratico.

Un movimento  che vieta ai suoi “militanti” di andare in televisione per non omologarsi alle altre formazioni politiche da combattere a botta di “Vaffaday, ma che detta precise direttive alla stampa  sulla fraseologia da impiegare nei suoi riguardi.

La domanda che sorge spontanea è come se la caveranno i neoletti onorevoli “sgrillinati” una volta giunti al Parlamento. Passeranno dalla diagnosi alla cura del malato Italia oppure saranno troppo presi tra beghe intestine, scomuniche e anatemi contro stampa e televisione?