Sfruttati d’Italia, unitevi contro Peter

Principio_incompetenzaLa realtà è bipolare, per non dire schizofrenica. Ancora di più in Italia, paese dove le fazioni non sono mai scomparse, diviso in mille tribù per non dire regnicoli che fanno capo a poteri e micropoteri locali dalla forza pervasiva, nonostante dai tempi di Pipino Il Breve sia passato un bel po’.

Un potere feudale, dove il vassallo di turno ha ben poche chances, se non quella di ingoiare rospi avvelenati, spettatore inerme di una realtà squallida che nessuna rivoluzione grillina o comunque dal basso potrà mai scalfire…

Invalidi, più o meno finti, ma che sono amici del signorotto locale, che riesce a farli assumere a tempo indeterminato anche nelle aziende private e che vanno regolarmente sotto mutua per allungare così il periodo di ferie.

Tanto ci sarà sempre un precario normodotato non paraculato che svolgerà con efficienza la sua mansione, il tutto a beneficio dell’azienda dal marchio conosciuto, che ha sempre il coltello dalla parte del manico nella sua pretesa di spremere il precario come un limone, ma chiudendo un occhio, se non addirittura tutti e due, sull’invalido o sul lavoratore svogliato ma con il pregio di avere le maniglie al posto giusto.

Dopo tutto nello Stivale ha trionfato sempre il principio di Peter, secondo il quale ogni individuo tende a salire nella scala gerarchica fino al  massimo livello di incompetenza, per quanto possa sembrare paradossale…

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Buon 1 maggio

Ai 2,1 milioni di disoccupati e ai 250mila lavoratori in cassa integrazione

Ai 1,5 milioni di giovani che non lavorano e non studiano perché non credono più nel futuro, in un Paese dalla dilagante gerontocrazia

Agli oltre 1,5 milioni di lavoratori scoraggiati che hanno smesso di cercare, il livello più alto degli ultimi 7 anni

Ai circa 4 milioni di lavoratori precari, ai parasubordinati, agli atipici, agli autonomi, alle finte partite IVA e a tutti quei lavoratori con molti obblighi e nessuna tutela

Ai cosiddetti lavoratori della conoscenza ed ai braccianti agricoli extracomunitari, tanto sottopagati i primi quanto schiavizzati i secondi

Ai 65mila esodati, nel limbo tra la disoccupazione di fatto e l’impossibilità di raggiungere la pensione

Ai 16,7 milioni di pensionati italiani, che si confermano i più poveri d’Europa, con un pensionato su due che incassa un assegno di meno di mille euro al mese.

A tutti coloro che non smettono di credere in un’Italia migliore.