La bella addormentata su Marte

La bella addormentata
La bella addormentata su Marte

Ci sono persone che sembrano essersi perse per strada, per non dire addormentate per anni e anni della loro vita. Come se una parte di loro fosse andata in vacanza su Marte e sulla Terra un loro clone avesse vissuto una ‘vita parallela’…

Marte e la terra
E, tutt’a un tratto, molto spesso dovuto a uno scossone per un evento traumatico, si (ri)svegliano dal loro torpore e realizzano fino in fondo che, nel frattempo molti peli sono caduti sull’uovo, che il mondo è andato avanti (Siii, anche senza di loro!), che molte cose nella loro vita personale e in quella di chi le sta attorno, non funzionano.

Di ragioni, giustificazioni o addirittura (falsi?) problemi ce ne sono a bizzeffe: lo strazio di lavoro che non paga e non appaga quasi mai; la famiglia che molto spesso è diventata una sorta di associazione a delinquere di stampo mafioso; il governo pro tempore, a cui tocca, a ragione, sempre la parte del cattivo di turno; la malcapitata signorina Routine, colpevole di tante crisi matrimoniali, se non addirittura extraconiugali; quel sentimento di inadeguatezza ‘alla Calimero’, così diffuso tra le persone, perché è sempre più facile piangersi addosso e sentirsi vittima di una congiura siderale che prendere le redini del comando della propria (fottuta) vita, non dell’universo…

Ci vuole una buona dose di coraggio, pragmatismo e pazienza, merci che scarseggiano molto più che il denaro in questo magnifico Paese.

MatriXmonio

pillola blu-pillola rossa
MatriXmoni

Il matrimonio, o la vita a due, è una libera partnership dove ciascuno dei soci detiene il 50% delle azioni.
Non un’associazione a delinquere di stampo mafioso, non un patto col diavolo, firmato a sangue.

L’inferno non esiste e nemmeno il paradiso. E la schiavitù, è stata abolita da un pezzo.

It’s up to you!, come dicono gli inglesi.

Bilancini di fine anno

Bilancio pietre
Bilancini di fine anno

Fine anno, tempo di bilanci e non solo contabili. Cosa mi voglio portare nel 2015?

Ho capito che la paura è un inutile spreco di energia in grado di paralizzarti. E che mi sono rotta di pazientare e di avere paura o riguardi reverenziali verso chi non lo merita. Opportunisti pro tempore e clienti morosi inclusi.

Ho capito che questo Paese può essere in grado di tirare fuori il meglio o il peggio di te stesso, cosa non da poco. Ma che sta a te (e solo a te) scegliere da che parte stare. E sopratutto affrontare le conseguenze di quello che avrai scelto.

Ho capito sulla mia pelle che il dolore è inevitabile, ma la sofferenza è opzionale, perché ti fa scoprire forte, molto più forte di quanto lo credevi. E che questo può dare fastidio, molto fastidio, alle persone meschine, narcise e insignificanti che ti stanno attorno.

Auguri di buon 2015 da laimpertinente

La libertà in una scatola

La libertà in una scatola
La libertà in una scatola

Provengo da una formazione quasi militaresca, avendo frequentato le elementari nell’Argentina della Junta Militar di Videla e Galtieri, quel pazzo furioso che ha deciso di scatenarsi contro l’Inghilterra della Thatcher e mandare al massacro centinaia di inermi ragazzi argentini. Ho scritto qualcosa al riguardo qui.

Percepisco a fior di pelle l’idea di libertà. E perciò mi fanno semplicemente imbufalire i singoli individui e le organizzazioni che si sforzano di mascherarla e travisarla, a loro vantaggio, per tirare acqua al loro mulino, in maniera più o meno consapevole. Tutti indiscriminatamente, da un governo paralizzato che dice di tagliare le tasse e invece le aumenta, a una casta politico-imprenditoriale che comunica una cosa e ne fa un’altra, all’amico che si ostina di  vedere tutto dalla lente più o meno deformata dei suoi personalissimi occhiali.

C’è chi dice che gli spiriti liberi siano sempre soli. Dissento totalmente di una simile panzana. La libertà non porta solitudine, casomai consapevolezza, la possibilità di vedere la realtà nella sua quanto meno presunta obiettività, senza filtri, senza idee precostituite alle quali ci afferriamo quali radici agli alberi perché ci tengono saldi, con la corda ben stretta, senza deviazioni, sbandamenti, né ‘off topic’ più o meno pericolosi, in grado di minare  lo ‘status quo’ a tutti i livelli…

Eppure basterebbe soltanto una piccola dose di lucidità per ammettere, invece, che a molti sta bene proprio quel surrogato di libertà, nel quale sguazzare comodamente all’interno delle loro piccole o grandi fortezze-gabbie costruite con tanta dedizione…

Sordi

Sordi
Sordi

Per chi si occupa in vario modo di comunicazione, non c’è qualcosa di più frustrante dei sordi o dei “talebani“, per citare l’ultimo post del collega Roberto Marsicano. Poveri fanatici che si illudono di avere la verità in tasca e non si accorgono che hanno le tasche bucate e che la loro “verità” è stata schiacciata come una sottiletta dalla realtà.

Viviamo in un mondo di sordi, un esercito di sordi partigiani, come i guelfi e ghibellini di un tempo, aggrappati, a più non posso, alle loro convinzioni politiche, sociali, e per giunta esistenziali!

Succeda quel che succeda, per quanto possano essere smentite dai fatti, persone che fingono di amare il “dialogo”, il confronto, il “reciproco” scambio di opinioni. Che si vantano di “rispettare le opinioni altrui, anche se non le condividono”, che ti chiedono consigli, mentre invece l’unica “vocina” che vogliono sentire è quella di loro stessi. Piccoli e miseri onanisti dall’ego ingombrante…

Persone che fantozzianamente si vantano di pagare le tasse, ma lanciano sguardi di penetrante odio al vucumprà sfigato che “non le paga”, esultano o si indignano per la condanna definitiva di Berlusconi, senza rendersene minimamente conto che il berlusconismo è vivo e vegeto in questo assurdo Paese. E che non sarà certamente il partito del Gabibbo barbuto con la villa a Malindi che riuscirà a sconfiggerlo, né tanto meno quello dei morti viventi della sinistra che non c’è…

Persone che hanno bisogno di te, a mo’ di conferma della loro tesi, del loro “storytelling” personale  o del loro valore professionale, ovvero in un modo esclusivamente funzionale e utilitaristico. Sordi presuntuosi che vanno avanti imperterriti sulla loro strada incuranti del mondo che li circonda. Una realtà fluida, mutevole, dove non ci sono certezze precostituite, salvo i freddi ma loquaci numeri di un’economia in affanno.

Un mondo in cui sopravvivrà non il più capace, il più colto, il più “saggio”, che nasconde a fior di pelle invece tanta spocchiosa presunzione, ma quello che riuscirà darwinianamente ad adattarsi meglio. A sintonizzarsi sulla realtà e non sulla  colonna sonora che ha in testa.