Partita doppia

Certe persone funzionano come la partita doppia, con una mano ti danno e con l’altra si prendono tutto quello che ti hanno dato, con la differenza che il saldo non è mai a zero, perché non si accontentano e vanno oltre rubandoti la fiducia che hai depositato in loro.

In queste occasioni bisogna dimenticare come ti senti e ricordare cosa ti meriti.

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La grande tetta

Woody Allen_Tetta
“La grande tetta”

Ho letto da qualche parte che le famiglie dovrebbe dare radici e ali ai suoi membri più piccoli.

Invece, molto spesso, non sono altro che combriccole fondate sulla prevaricazione e l’interesse (o l’interessamento, il che è lo stesso).

Tale e quale alla politica, d’altronde, di cui House of Cards costituisce la sua più emblematica e dissacrante rappresentazione. Funziona proprio così!

Già negli anni ’30, Cambalache, uno dei capolavori del tango argentino scritto da Enrique Santos Discépolo, non a caso di origine italiana :-), recitava:

“El que no llora no mama y el que no afana es un gil”
“Chi non piange, non poppa e chi non ruba è un fesso”

Un pensiero che non fa parte del tuo DNA e perciò rientri automaticamente appieno nella categoria dei “fessi”.

Invece, purtroppo, la storia dei popoli, come quella delle famiglie, è scritta da chi si impunta e da chi “piange” pubblicamente per rivendicare un qualcosa: da un vestito a una casa (o brandello di casa).

Conosco persone che a 10 anni hanno pianto per un paio di scarpe da tennis davanti alle “alte sfere”, con la conseguenza che a 15 anni hanno smesso di studiare per andare a lavorare perché si sono rotte di “piangere” per stronzate.

Altre, invece, non hanno bisogno di “piangere” perché tanto c’è sempre una tetta pronta a schizzare latte anche se hanno 20, 30 e passa anni ma mentalmente sono degli eterni quindicenni.

Ci sono poi persone che se ne fottono con una leggerezza disarmante da essere quasi commoventi perché sono talmente cieche da non vedere oltre al loro ombelico e sorde da sentire solo i loro pensieri (per non dire pensierini). In fondo, credono fermamente di essere un cliente Mediolanum nella pubblicità di Ennio Doris. Te la ricordi? 🙂

Mediolanum Doris
Persone Mediolanum

Poi ci sono le Terese di Calcutta, le persone più pericolose, che si prendono sul loro groppone il problema della fame del mondo, ma al momento più opportuno sono sempre pronte a scaricarti una vagonata di merda addosso, perché in fin dei conti sono delle sante da venerare, mentre tu sei una piccola, insignificante pagana, che si sforza di non pestare i calli a nessuno, magari pure ubbidiente, ma con il brutto, bruttissimo, vizio di dire quello che pensa. Ad alta voce e pure sul web.

La bella addormentata su Marte

La bella addormentata
La bella addormentata su Marte

Ci sono persone che sembrano essersi perse per strada, per non dire addormentate per anni e anni della loro vita. Come se una parte di loro fosse andata in vacanza su Marte e sulla Terra un loro clone avesse vissuto una ‘vita parallela’…

Marte e la terra
E, tutt’a un tratto, molto spesso dovuto a uno scossone per un evento traumatico, si (ri)svegliano dal loro torpore e realizzano fino in fondo che, nel frattempo molti peli sono caduti sull’uovo, che il mondo è andato avanti (Siii, anche senza di loro!), che molte cose nella loro vita personale e in quella di chi le sta attorno, non funzionano.

Di ragioni, giustificazioni o addirittura (falsi?) problemi ce ne sono a bizzeffe: lo strazio di lavoro che non paga e non appaga quasi mai; la famiglia che molto spesso è diventata una sorta di associazione a delinquere di stampo mafioso; il governo pro tempore, a cui tocca, a ragione, sempre la parte del cattivo di turno; la malcapitata signorina Routine, colpevole di tante crisi matrimoniali, se non addirittura extraconiugali; quel sentimento di inadeguatezza ‘alla Calimero’, così diffuso tra le persone, perché è sempre più facile piangersi addosso e sentirsi vittima di una congiura siderale che prendere le redini del comando della propria (fottuta) vita, non dell’universo…

Ci vuole una buona dose di coraggio, pragmatismo e pazienza, merci che scarseggiano molto più che il denaro in questo magnifico Paese.

MatriXmonio

pillola blu-pillola rossa
MatriXmoni

Il matrimonio, o la vita a due, è una libera partnership dove ciascuno dei soci detiene il 50% delle azioni.
Non un’associazione a delinquere di stampo mafioso, non un patto col diavolo, firmato a sangue.

L’inferno non esiste e nemmeno il paradiso. E la schiavitù, è stata abolita da un pezzo.

It’s up to you!, come dicono gli inglesi.

Piccoli Narcisi non crescono mai…

nani giardino
Piccoli Narcisi non crescono mai

Certe persone sono così narcisistiche che ormai non ti stupiscono più. E non mi riferisco alla solita accozzaglia di politicanti e dirigenti baronali che pullula per ogni dove da queste parti.
Parlo di quelle persone a te vicine, se non addirittura molto vicine, verso le quali, puntualmente, sarai sempre in difetto. Sempre e comunque moralmente debitore. Un debito che cresce e cresce a dismisura, come il debito italiano in questi scenari di deflazione…

Non ha importanza che nella vita ti sia passato sopra un TIR, continueranno a pretendere la tua massima attenzione, per non dire devozione. Incuranti del tuo dolore, continueranno sempre a ribaltare la frittata dalla loro parte, incapaci di dimostrare reale empatia verso i problemi altrui, hanno la pretesa di vederti sempre con un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia solo in virtù della loro esistenza.

Eterni bambini che non vedono al di là del loro naso, ascoltano senza sentire. L’universo intero  è concepito come  una propaggine strumentale della loro piccola e miserabile esistenza…

A tutte quelle persone che senz’altro condiscono con qualche goccia di cianuro la tua vita, ma con cui comunque sei costretto a fare i conti, auguro di affondare la loro egolatria nel melmoso specchietto d’acqua su cui molto spesso si pavoneggiano.

Il non cielo sopra Milano

Il non cielo sopra Milano
Il non cielo sopra Milano

L’altra sera ero a Milano e mi è capitato di dormire in un appartamento senza tende. Scelta alquanto discutibile per chi, come me, ama dormire nel buio più assoluto. Ma si sa, a volte, certi padroni di casa sono strambi…

Con la sveglia biologica sempre impostata sulle 4, da in cima al soppalco dove il lettone era stato posizionato, non ho potuto fare a meno di mettermi a scrutare il panorama davanti a me.

Un muro di cupi palazzoni, dai quali filtrava uno spiraglio di luce accesa proveniente da una stanza di qualche nottambulo o lavoratore freelance costretto a fare le ore piccole. Chi potrà mai saperlo…

Ho riconosciuto il colore del cielo, o meglio di quel “non” cielo così tipico di Milano. Una città che sembra più l’ombra di sé stessa e che ricorda molto di più le periferie malfamate di tante città latinoamericane. Una città indifferente, abitata da fantasmi senza cuore, avvolta da una cappa asfissiante dal colore marroncino che tutto ricopre, come un velo steso sopra il volto di un defunto.

Sembrava di essere in un sogno. Quei sogni allucinanti che ogni tanto movimentano, da diversi mesi, le mie notti.

Una serie infinita di palazzi grigio topo, tutti rigorosamente dalla porta sbarrata e io che cerco affannosamente di entrare e non trovo la chiave e nessuno in grado di aprirmi. Proprio nessuno, nemmeno chi dovrebbe…

E tutt’a un tratto, mi accorgo che le case sono diventate delle bare, oppure prigioni per chi vi abita, cosa che non fa alcuna differenza…

La grande sconfitta

Seek truth hand
La grande sconfitta

Nulla è come appare. Proprio nulla.

Il linguaggio è ridotto a mascherare, insabbiare, confondere, in bilico tra il ‘detto’ e il ‘non detto’, snaturato dalla sua funzione primordiale, sporcamente vigliacco…

E la fiducia non da una mano, come dovrebbe. Ti affidi agli affetti, quelli più vicini, alla tua famiglia, che ti ha visto nascere e che dovrebbe essere in possesso del tuo libretto di istruzioni; alla cerchia dei tuoi amici più stretti, non a quella lunga lista, seppure ben segmentata, di conoscenze, colleghi, clienti, vecchi compagni di scuola che vogliono aggiungerti ai loro contatti su Facebook e molto spesso non sai il perché. No, a quelli no…

I presupposti per una vita serena e ‘a testa alta’ passa inevitabilmente per l’accettazione della verità, quella specie di scheletro polveroso che tutti cercano di nascondere nel retrobottega della propria anima, là dove abitano i fantasmi, dove i morti sono sempre vivi e vegeti…

– Devi faticare, si sa, la vita è una corsa a ostacoli, col vento contro
– Devi pagare quello che ti spetta, non puoi pensare di lasciare i tuoi debiti a chi viene dopo di te
– Deve essere coerente, nelle idee e nelle azioni

Ma sopratutto in questo Paese senza un presente e men che meno un futuro, nessuno sembra ingoiare facilmente la pillola della verità, la bella e grande sconfitta…

Cà nissciuno è fesso

Il buon giorno ha sempre il solito nome: il TUO
#Nutellanonsonoio
Il buongiorno ha sempre il solito nome: il TUO

Sono davvero satura di sentire le risposte più strampalate date da persone con cui mi tocca interagire per diverse ragioni, di lavoro o altre incombenze.

Non è dato sapere ma la comunicazione risulta spesso fallace, per non dire l’educazione, che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto civile: dal cliente al vicino di casa. Dovrebbe…

Non capisco come mai (o forse sì) le persone cambiano continuamente le carte in tavola con una velocità davvero sorprendente. Non importa che tu stia facendo loro una cortesia, un favore, un piacere ‘non dovuto’. Non importa nemmeno se le stai facendo risparmiare grane, oltreché denaro contante con quel tuo piacere. No, figuriamoci…

Ci sarà sempre una scusa validissima che giustifichi il loro operato: la latitanza più assoluta dopo accordi presi in vista della partecipazione a un noto evento sulla multicanalità e dintorni, l’astio del vicino che pensa che io lo debba ‘servire e riverire’  quando sono io a fargli una cortesia, mentre lui pensa solo a rubacchiare le ciliege, facendo finta di niente… E se la prende con me perché ha un figlio all’asilo e un’insignificante moglie da mantenere…

Perché quella dei giovani figli più o meno vinciuti ‘da avviare’ e delle moglie ‘da mantenere’ è una scusa che ormai mi esce dalle orecchie… Ed è trasversale a tutti i ceti sociali: dal manovale sottopagato, al colletto bianco, passando per il pensionato che si fa sfruttare per sentirsi ancora ‘utile’.
Ebbene sì, il ‘tengo famiglia’ non lo digerisco proprio più. Nessuno ti ha prescritto per contratto di procreare e per giunta di sposarti una ‘pezzo di carne con gli occhi’, buona solo a lavare i panni, a darsi alla gastronomia, a cazzeggiare su Facebook…

Persone del genere non meritano cortesie da parte tua, ma solo il buongiorno, con qualche goccetta particolare.
E non proprio di Chanel nº 5…