Referendum prostituzionale? No, grazie, anzi Ni

Referendum_prostituzionale.jpg

Mentre analisti e commentatori politici si affannano a commentare un’inutile vittoria di un inutile referendum dall’esito scontato, è da un pezzo che non sono così convinta di quella che è stata la mia scelta, sia bene inteso,  nonostante l’altrettanta inutilità del mio contributo al regime democratico autocratico italiano: scheda bianca.

Referendum_costituzionale_4dicembre.jpg

Scheda bianca per una riforma pasticciata e osteggiata da una accozzaglia sgangherata di apostoli del No

Scheda bianca perché non viene intaccato minimamente il vero cancro di questo Paese: la Pubblica Amministrazione, che nonostante i bislacchi tentativi di renderla più moderna ed efficiente, è sempre stato e lo sarà troppo vicina al Palazzo, ai burocrati, ai soliti gattopardi e paraculi del sistema.

Quella PA che drena linfa vitale agli sfigati che cercano di costruire e di fare impresa, ai precari a vita,  a quell’esercito di partite IVA che deve solo stare zitto per essere violentato perbene da uno Stato padrone

Scheda bianca per la totale mancanza di vision e mission della classe dirigente, perché i veri problemi dell’Italia (e di questo mondo che vola alla velocità della quarta rivoluzione industrialesono altri e stanno altrove, mentre politici, intellettuali, giornalisti pretoriani schierati sui due fronti si eccitano parlando di carta straccia.

Concordia, la pornografia del dolore

Concordia arrivo a Genova
L’arrivo della Concordia a Genova

A due anni e mezzo dalla tragedia del  Giglio, la Concordia è ormai arrivata a Genova Voltri, dove inizieranno le
operazioni di smantellamento.
Anche in  questa tristissima vicenda, in cui non dimentichiamolo hanno perso la vita 33 persone, è emerso in modo prepotente la morbosità di una grossa parte del pubblico, messa a nudo da una stampa italica altrettanto malata.

Salutata con i consueti getti d’acqua alla sua travagliata partenza,  non pochi gigliesi hanno dichiarato la loro tristezza per la partenza del relitto, abituati all’ingombrante inquilino spiaggiato, che forse un po’ di indotto alla languente economia isolana l’ha pure portato, tra mille polemiche.

Mentre a Genova,  città ormai da un pezzo alla canna del gas, i cittadini sono arrivati persino al punto di affittare a caro prezzo i balconi con ‘vista Concordia’…

affitto balcone vista concordia
Concordia, la pornografia del dolore

Tutto il politicume e persino Renzie, con famiglia al seguito, non hanno voluto mancare all’increscioso evento per portare acqua al proprio mulino.

Il Premier ha dichiarato “non è un giorno a lieto fine, ma è un nuovo inizio”, riferendosi alla ghiotta commessa piombata su Genova.

Un inizio che ha però l’amaro sapore di una fine.

 

 

 

 

Comprami!

Renzi Grillo
Duello tra il Beppe nazionale e Renzie

Ieri sera vedevo con un occhio il comizio finale del comico Grillo e del nostradamus digitale Casaleggio a Roma e con l’altro il mio piatto di riso Thai, condito con dell’insuperabile olio extravergine ligure. Ho guardato pure uno spezzone dell’ultimo intervento prima delle europee di Renzie nella sua Firenze.

Mi sembrava di assistere all’ennesima puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie
Forse non ero dell’umore giusto, forse nel frattempo succedono dei fatti importanti in grado di cambiare la percezione che hai della realtà o forse sono semplicemente stufa di sentire la solita fuffa in questo Paese…
La sensazione è sempre la stessa. Un po’ come quella pubblicità martellante e vacua che ti spinge a spegnere il televisore o alzarti per andare a fare dell’altro, anche in bagno…

I politici italiani, come d’altronde certi uomini, assomigliano sempre di più a quelle caramelle che all’inizio sembrano gustose, promettono bene ma, dopo un po’ che le tieni in bocca, ti lasciano un retrogusto così disgustoso da volerle sputare…

A quelli che promettono senza mantenere,  a tutto il chiacchiericcio di questo politicume, che risponde a tattiche ben precise e comunque sempre partitocratiche, che punta a ‘comprare’ il consenso degli indecisi, la fiducia degli elettori, o qualunque altra cosa, senza dare niente di concreto in cambio, io rispondo:

Non sono in vendita.

Buon weekend elettorale da laimpertinente

 

 

Le favole del 2014

Le favole del 2014
Pasta, pizza e mammà

I paesi maturi, come gli adulti, non hanno bisogno di favole per andare avanti, ma di un sistema razionale capace di premiare il singolo responsabile, chi in un simile contesto si trova a fare impresa, chi scommette sull’innovazione e sui mercati esteri.

Non un sistema iperprottettivo o assistenzialista, né ultraliberale, perché in entrambi i casi il cittadino ‘figliol prodigo’ cercherà di barare. Sempre e comunque, è iscritto nel suo DNA di fabbrica…

Ma l’Italia è un popolo di eterni sedicenni fancazzisti, ‘sordi‘, ignoranti, che pensano che tutto gli sia dovuto: un po’ come l’adolescente cui le filippiche lasciano il tempo che trova, tanto mamma o papà continueranno a zavorrarlo per bene, a comparrgli l’ultimo modello di smartphone, a sponsorizzare i sogni più strampalati del pargolo, scarrafone che, non dimentichiamolo, è sempre bello a mamma sua

Un popolo che continuare a credere alla favola della “ripresa” in quest’anno che è appena iniziato, ripetuta come un mantra dal piccolo Letta, ai discorsi insalata di Renzi, l’altro “giovane” della politica, infarcito di tutto e di più, come si evince nella sua dichiarazione di inizio anno: dalla legge elettorale all’annosa riforma costituzionale, dalle unioni civili fino allo sforamento del 3% per il rapporto deficit-PIL previsto dal Trattato di Maastricht. Il povero Renzi non si è accorto che il Fiscal Compact e il Patto di stabilità impongono all’Italia vincoli ancora più devastanti di Maastricht, ovvero il pareggio di bilancio e un taglio di 50 miliardi di euro.  Ma Renzi non è che il fedele specchio di un paese di sedicenni…

Alla faccia di intellettuali e giornalisti che hanno sprecato litri di inchiostro, non è casuale che sia stato Berlusconi a tratteggiare magistralmente l’indole del popolo italiano, in un intervento di pochi secondi risalente a 10 anni fa…

La grande illusione della sinistra

La_grande_illusione_sinistra

Diciamo pure che Silvio Berlusconi è uno che i guai se li cerca.
Diciamo pure che è anche bravo a svicolare.
E ammettiamo pure che parecchi nel PD vorrebbero che Berlusconi, in un modo o nell’altro, sparisse dalla scena.
Mettiamo pure, ma per pura ipotesi, che qualche magistrato ci provi a dare una mano a togliere di mezzo questo ingombrante avversario del PD.
E aggiungiamo anche che certi suoi avversari economici nei media lo vorrebbero sicuramente fuori dai piedi.
Ma tutto ciò premesso, una volta che Berlusconi fosse costretto a un dorato esilio ad Antigua, magari circondato da un nugolo di affettuose nipotine, ma il PD è proprio sicuro di prendere i voti di Silvio Berlusconi?
Molto probabilmente, sparito B., sparirà pure il partito, ma i suoi voti potranno mai attraversare l’orizzonte che divide un elettore di destra da uno di sinistra?
Non credo. Mentre è molto più probabile che i voti finiscano a Grillo o ad altre formazioni di destra che spunterebbero per colmarne il vuoto.
La realtà è che il PD si sta logorando da 20 anni contro Berlusconi come prima il PCI si era logorato per 40 contro la DC dimenticando che la gente da un partito di sinistra vorrebbe qualcosa di socialista: welfare, sanità efficiente, scuola gratuita e a tempo pieno, servizi per le donne e uno Stato che funzioni. Come in Svezia, in Finlandia.
Ultimamente non mi sembra di aver sentito qualcosa del genere da Bersani, Bindi e dal rottamatore rottamato Renzi.

Primarie PD, il vecchio che avanza

Dopo la penosa comparsata dei “fantastici 5 su Sky, le primarie del PD si lasciano alle spalle poche certezze, il ballottaggio tra Renzi l’Uomo Torcia e Bersani La Cosa, e molte polemiche.

In primo luogo sono emerse scorrettezze sui risultati e sul numero dei votanti. A lanciare l’accusa è stato Renzi, nella sua ultima metamorfosi, da giovane scout a creatura teleguidata da Giorgio Gori. In base ai dati in possesso del suo Comitato, la distanza che lo separa da Bersani sarebbe di 5 punti percentuali e non di nove, come emerge dai risultati diffusi dal partito.

Come i bambini viziati, il principino di Firenze vuole sempre avere ragione, insofferente alle regole, vorrebbe cambiarle in corsa per poter tirare acqua al suo mulino e raggranellare qualche voto, e pretenderebbe nessuna giustificazione per chi vuole votare al secondo turno, cosa invece prevista dal regolamento.

Sicuramente sarà Bersani a vincere il ballottaggio, ma un Renzi outsider che incassa il 35% di voti, rappresenta un dato su cui la dirigenza del PD dovrà  riflettere nel riordino del partito in vista delle prossime politiche. Senza contare il fatto che Bersani non ha sforato la maggioranza nemmeno in Emilia Romagna, sua roccaforte storica.

In secondo luogo, a prescindere dal fatto che Renzi abbia ragione sul conteggio dei voti, è meritevole di attenzione il mancato riconoscimento della propria sconfitta all’interno di un partito. Anche se gli USA non costituiscono certo l’emblema della democrazia, le recenti elezioni presidenziali sono state durissime e non prive di colpi bassi, ma alla fine lo sfidante Romney si è arreso, sottolineando lealtà al presidente eletto.  Nel Bel Paese manca il senso di responsabilità degli errori a tutti i livelli, non ultimo in quello politico, ragion per cui lo sconfitto è sempre pronto a denunciare brogli elettorali. Per la serie il vecchio che avanza…