The Final Countdown

Fine Anno, tempo di bilanci. La profezia dei Maya s’è avverata. È arrivata la fine del mondo. Il problema è che nessuno se n’è accorto.

Alcuni brontosauri che sembravano essere scomparsi dal teatrino politico tornano alla ribalta in vista delle prossime elezioni.  O meglio, sono sempre stati dietro le quinte a mercanteggiare il loro malleabile sostegno per poltrone e poltroncine e riempirsi la bocca di parole che sono sistematicamente calpestate dalle loro azioni pubbliche e private. Parole che sono diventate un miraggio: democrazia, equità, lavoro.

Ci sarà un ennesimo Uomo della Provvidenza, che cercherà di rimettere insieme i cocci di un Paese ormai incancrenito e disintegrato, liquefattosi in una melma maleodorante che ingoia ogni speranza.  Dopo la stagione del nano dai capelli incatramati, spodestato dalla UE, è stato il turno del proconsole delle banche e dei poteri forti, gradito all’Europa. E il prossimo Premier sarà? Di uomini validi e coraggiosi non se ne vedono all’orizzonte.

Il governo è caduto, le consultazioni sono in corso. Ma Napolitano, che dalla sua comoda poltrona d’oro super partes, tira le fila del carrozzone, non assegnerà un nuovo incarico al Grande Mazinga, l’unico eroe i cui super poteri sarebbero in grado di salvare la morente Italia.

Buona fine del mondo a tutti.

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