Palloni (s)gonfiati

pallone sgo

Il grande Pelè ha detto che non c’è niente di più triste che un pallone sgonfio.

Nella partita della vita, io credo che i palloni sgonfi si possono sempre gonfiare, a meno che non siano irreparabilmente bucati.

Lo stesso non si può dire dei palloni gonfiati che trovi in giro, spesso molto lesti a predicare bene e a razzolare male…

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Bilancini di fine anno

Bilancio pietre
Bilancini di fine anno

Fine anno, tempo di bilanci e non solo contabili. Cosa mi voglio portare nel 2015?

Ho capito che la paura è un inutile spreco di energia in grado di paralizzarti. E che mi sono rotta di pazientare e di avere paura o riguardi reverenziali verso chi non lo merita. Opportunisti pro tempore e clienti morosi inclusi.

Ho capito che questo Paese può essere in grado di tirare fuori il meglio o il peggio di te stesso, cosa non da poco. Ma che sta a te (e solo a te) scegliere da che parte stare. E sopratutto affrontare le conseguenze di quello che avrai scelto.

Ho capito sulla mia pelle che il dolore è inevitabile, ma la sofferenza è opzionale, perché ti fa scoprire forte, molto più forte di quanto lo credevi. E che questo può dare fastidio, molto fastidio, alle persone meschine, narcise e insignificanti che ti stanno attorno.

Auguri di buon 2015 da laimpertinente

Dimmi come hai scelto di morire…

Dimmi come morirai e ti dirò chi sei
Dimmi come morirai e ti dirò chi sei

… E ti dirò chi sei.

No, non sono impazzita del tutto. Si tratta di scelte, solo di scelte, di scelte umane, troppo umane. Non di quello che ti riserverà Dio o chi ne fa le veci. Quella è un’altra storia…

Non c’è nulla di così inestricabilmente legato alla vita come la morte. E la morte te la vai costruendo piano piano ogni giorno, con le tue azioni, con le decisioni che hai preso e che continuerai a prendere qua, fino all’ultimo respiro (o quasi).

Neanche se avessi dalla parte mia la feroce determinazione dello spietato Francis Underwood di House of Cards, non posso interferire nel tuo percorso, nel tuo karma, non è il mio “film”.

Non me lo consenti oppure non mi è concesso, ad ogni modo non ha importanza.
Non posso tenderti una mano perché per te esiste solo il piano A, mentre le altre lettere dell’alfabeto non ti interessano. Anzi, non sono mai esistite.

Memento mori

Angelo morte
Memento mori

Ieri si è celebrato il giorno dei morti. Non capisco la ragione di dedicare una giornata dell’anno alle persone scomparse, fermo restando che la morte è parte inestricabile della vita.

Ogni volta che guardi il cielo, ogni volta che guardi dentro te stesso, troverai quella metà di te stesso che non c’è più.
Ma trovi anche quell’altra metà, quella che ti spinge ad andare avanti e che ti fa capire che hai una ‘missione’ da compiere, con il tuo privato e con il tuo lavoro.

Un percorso da scalare, perché nulla di quello che vorrai varrà la pena se non c’è di mezzo dedizione e fatica, da parte tua. Non potrai fare niente per interposta persona. Non esistono le procure.
Nulla è facile, a meno che tu non ti chiami Mr. Paraculo ma non mi pare proprio sia il tuo caso. E poi ricordati che la ruota della vita (o delle vite) gira sempre…

Un traguardo da raggiungere ora e qui.
Altrimenti ti toccherà vivere e morire cento, mille volte fino a che non avrai imparato la lezione.

Piccoli Narcisi non crescono mai…

nani giardino
Piccoli Narcisi non crescono mai

Certe persone sono così narcisistiche che ormai non ti stupiscono più. E non mi riferisco alla solita accozzaglia di politicanti e dirigenti baronali che pullula per ogni dove da queste parti.
Parlo di quelle persone a te vicine, se non addirittura molto vicine, verso le quali, puntualmente, sarai sempre in difetto. Sempre e comunque moralmente debitore. Un debito che cresce e cresce a dismisura, come il debito italiano in questi scenari di deflazione…

Non ha importanza che nella vita ti sia passato sopra un TIR, continueranno a pretendere la tua massima attenzione, per non dire devozione. Incuranti del tuo dolore, continueranno sempre a ribaltare la frittata dalla loro parte, incapaci di dimostrare reale empatia verso i problemi altrui, hanno la pretesa di vederti sempre con un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia solo in virtù della loro esistenza.

Eterni bambini che non vedono al di là del loro naso, ascoltano senza sentire. L’universo intero  è concepito come  una propaggine strumentale della loro piccola e miserabile esistenza…

A tutte quelle persone che senz’altro condiscono con qualche goccia di cianuro la tua vita, ma con cui comunque sei costretto a fare i conti, auguro di affondare la loro egolatria nel melmoso specchietto d’acqua su cui molto spesso si pavoneggiano.

Macigni

macigni

 

C’è chi dice che le parole sono macigni, armi improprie, corpi contundenti che uno lancerebbe contro un ipotetico “nemico” che sarebbe all’ascolto. Un tempo anch’io lo credevo. Ora non più. Pesavo e soppesavo con cura le parole, un po’ per deformazione professionale…

Poi ho scoperto che le parole sono una merce sopravvalutata. Troppo.  E per una che finora ha campato di parole, non è un’affermazione da poco…

Conta semmai l’azione, l’essere presente all’occorrenza, il mantenere le promesse, la nuda e cruda realtà dei fatti, che a volte è molto diversa da come te la vogliono raccontare. Potrà sembrare una prospettiva un po’ troppo notarile, per non dire manichea…

Io credo che più delle parole pesano i fatti,  solo quelli. E che i fatti non hanno bisogno di prove. Nel bene e nel male.

 

 

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A chi promette senza mantenere

A chi ha la “memoria selettiva”

A chi cambia perennemente le carte in tavola

A chi ha la risposta pronta sempre in tasca

Agli affabulatori

Ai malati immaginari

Ai vigliacchi che si nascondono dietro un castello di ipocrisia…