Fottuti numeri

L'intrepido
L’intrepido

Numeri, nient’altro che numeri, fottuti numeri, anonimi. E come tale sei trattato, senza considerazione, senza distinzione.
Tanto uno vale l’altro, come il protagonista del film L’intrepido, Antonio Pane, eroe dei nostri giorni che di mestiere fa il ‘rimpiazzo’ di chi si assenta dal proprio posto di lavoro, anche solo per qualche ora…

Semplici e insignificanti bulloni, all’interno di un colossale ingranaggio mondiale dritto verso il baratro, schiacciati da un lato dalla recessione e dall’altro dalla crescente automazione tecnologica che negli anni a venire continuerà imperterrita a bruciare posti di lavoro, parola di The economist

Nel frattempo, in Italia, cosa si sta facendo?
Si pensa a come precarizzare ulteriormente il mercato del lavoro, a diminuire i livelli salariali, come propone Electrolux.
Mentre l’unica via di uscita, sarebbe quella di aumentare il salario minimo, secondo 600 economisti di fama mondiale, tra cui sette premi nobel dal calibro di Joseph Stiglitz, Kenneth Arrow e Peter Diamond.

Nel frattempo il Paese continua a impoverirsi e la stampa preferisce occuparsi delle baruffe in Parlamento tra i grillini, barricaderi e misogini, contro la casta di cui loro stessi fanno egregiamente parte…

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Il flop di Bersani

Aliencat_Flop_Italia

 

In alto mare, in mezzo alla burrasca, senza una bussola, la zattera Italia sprofonda sempre più giù, fino a  inabissarsi nell’oceano gelido di una recessione che ci terrà compagnia ancora per tutto il 2013, molto più a lungo che in altri paesi europei, almeno stando alle ultime previsione economiche.

Te la do o non te la do? La fiducia, ovviamente! Come in un giocoso corteggiarsi tra innamorati alle prime armi, nella telenovela in diretta tra Bersani e i capigruppo M5S, il grillino recitava alla perfezione la parte della verginella che mercanteggia la sua purezza politico-istituzionale in cambio di una presunta prova di fedeltà al suo programma, per citare l’espressione usata da Vito Crimi.

Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, sotto questo plumbeo cielo di una primavera che tarda ad arrivare, forse impaurita da queste giornate di marasma politico istituzionale postelettorale.
Se l’esito era questo, com’era facilmente prevedibile, meglio sarebbe stato non andare proprio alle urne. Almeno non con questa legge elettorale che di fatto ha cristallizzato tre posizioni contrapposte.

Da quanto emerge dal farneticante pensiero dagli emissari della banda Grillo & Casaleggio, non sono solo saltate tutte le norme basilari del diritto costituzionale, come il divieto di mandato imperativo – che a quanto pare gli sgrillettati ignorano – ma anche quelle del rapporto fiduciario e di collaborazione tra Governo e Parlamento.

È saltato il buon senso, per non dire il senso di responsabilità che la situazione disperata invece imporrebbe. Un atteggiamento da ‘insani di mente’, per citare le parole scambiate nel teatrino tra il salumiere Bersani e gli sgrillettati, a proposito della comune responsabilità di formare un governo che le forze politiche neoelette dovrebbero prendersi in carico.

Altro che  ‘Uomo della Provvidenza’, come scriveva Roberto Marsicano nel suo blog, forse solo un Aliencat, venuto dallo spazio siderale, riuscirebbe a ripristinare la logica e a prendere le redini di questo sciagurato paese purtroppo senza un presente e senza neppure un futuro.

Auguri di Buona Pasqua.

 

M5S, ovvero il Movimento degli Sgrillinati

Uno spettro si aggira per il Paese: lo spettro del grillismo, direbbe l’incipit di una versione rivisitata de Il Manifesto di Karl Marx.

È da un po’ di tempo che osservo il paladino della protesta popolare contro i soprusi della casta, nonché acerrimo delatore dell’involuzione politica dello Stivale. E mi preoccupa non poco la piega che sta prendendo questo presunto “nuovo” che avanza e che sa già di vecchio e stantio, per non dire di regime autoritario da Repubblica delle banane.

Dopo gli ultimi scandali emersi con il caso Favia alla trasmissione Piazza Pulita e Salsi a Ballarò, il Movimento 5 Stelle appare esattamente l’opposto di quello che intende dimostrare agli occhi della cosiddetta opinione pubblica, nonostante le buone intenzioni di pulizia civile e reset istituzionale che pure animano i cuori dei numerosi sostenitori. Un partito che si appresta a diventare la seconda forza politica alle prossime elezioni.

Un movimento verticistico, capeggiato da un oscuro personaggio, Gianroberto Casaleggio, curatore di quello che è diventato il principale blog italiano e sponsorizzato dal comico genovese. Un partito che appare più inquietante di quelli emersi dalle ceneri della Prima Repubblica, che non ammette il dissenso al suo interno e pertanto minato da un preoccupante deficit democratico.

Un movimento  che vieta ai suoi “militanti” di andare in televisione per non omologarsi alle altre formazioni politiche da combattere a botta di “Vaffaday, ma che detta precise direttive alla stampa  sulla fraseologia da impiegare nei suoi riguardi.

La domanda che sorge spontanea è come se la caveranno i neoletti onorevoli “sgrillinati” una volta giunti al Parlamento. Passeranno dalla diagnosi alla cura del malato Italia oppure saranno troppo presi tra beghe intestine, scomuniche e anatemi contro stampa e televisione?